Amo le persone oneste, quelle che se fanno male lo sanno, quelle che si pentono e in qualche modo cercano di riparare, amo le persone giuste che non fanno mai male se non accidentalmente.
Amo chi non si schiera soltanto a parole verso la parte buona e poi appena può sbattersene e camminare sopra il buono lo fa senza nemmeno riflettere o avere i rimorsi di coscienza.
Amo chi possiede una coscienza.
Amo chi non parla di omertà se sa di essere omertoso, anche se non amo gli omertosi, diciamo che amo chi sa prendersi la responsabilità di ciò che è, poi se fa schifo sono affari suoi e di chi non glielo dice.
Amo l'amore anche se non riesco mai a vederlo. Di solito amo la maschera d' amore, m' accorgo dopo che è solo una maschera, ma nel frattempo mi prende le forze interamente.
Amo chi non si prende gioco dei sentimenti delle persone e, purtroppo, non sono in tanti.
Amo chi non giudica a priori le persone, senza conoscerle, e chi sa cambiare idea ma senza ricadere nello sbaglio nuovamente con un'altra persona.
Amo chi lascia il beneficio del dubbio ai pareri discordanti rispetto al proprio.
Amo chi mi ama, amo meno chi non mi ama, amo chi non mi ama ma mi fa credere che mi ama, non amo questi pensieri.
Amo la certezza ma sono incastrata nell'incertezza. Amo chi mi aiuta e meno chi mi giudica. Amo poter raccontare di avere un problema e sentire che chi mi ascolta se ne sente parte e prova a risolverlo con me.
Non amo il sentirmi dire che è meglio se non ci penso. Amo pensarci perché voglio capire. Amerei che qualcuno mi dicesse che viene con me a risolvere questo casino... se un casino c'è.
Mi viene da sorridere istericamente... semplicemente perché se ALMENO "TU", decidessi di darmi una mano seria, mi sa che tutto andrebbe per il verso giusto, soprattutto, per noi due e non avremmo nemmeno il problema del "come, quando e dove", basterebbe che tu dicessi cosa vedi, se qualcosa vedi.
Basterebbe che facessi a meno di me in questo modo, poi si vedrebbe.
Chi ha combinato il casino starà macchinando qualche altra cosa, si sente una specie di Dio, ma io Dio lo venero, lui no.
Se puoi, tu, aiutami.
Arianna Apassora
__________________________________
Erano le 22:29 del 2013 ed avevo appena scritto la lettera di cui sopra. Avevo scoperto che la mia vita veniva seguita giorno dopo giorno da alcune microspie, l'avevo intuito dai discorsi che ascoltavo dalla gente, dai loro occhi, dal loro modo di comportarsi nei miei confronti, giorno dopo giorno ne spuntava uno in più, ed io in tutto quel manicomio avevo anche compreso molto del genere umano.
Avevo capito che se di notte una ragazza sola veniva stuprata la gente sotto sotto pensava che era colpa sua perché "non è giusto che una ragazza vada in giro da sola di notte! Scusa ma mica è modo!", avevo capito che il vecchio detto gelese che mi recitava sempre una parente gelese era il motto di tutti gli umani anche quando poi non c'era nessun pericolo di perdere la peddri ('ché "peddri pi peddri avanti a to' e no 'a mia" dicevano i gelesi che non porgevano mai l' altra guancia, nemmeno un brandello di pelle, 'ché "pelle per pelle, meglio se tu perdi la tua che io la mia"). E questo motto, faceva sì, che tutti davanti ad uno schermo si gustavano la mia vita e l' unica a non saperlo ero io, finché io non capii e cercai di porre un rimedio ma fu vano.
In casa non mi credeva nessuno, se qualche autorità se n'era accorta di certo non sarebbe venuta ad aiutarmi perché... bo, in effetti non lo so.
Fuori casa erano tutti impegnati a giustificare il fatto che loro guardavano e che se volevo dovevo ribellarmi io, ma io non sapevo in realtà, soltanto percepivo, quindi di cosa dovevo ribellarmi?! Se nessuno mi aiutava spontaneamente perché avrebbe mai potuto o voluto darmi appoggio dopo? Tutti pensavano che se l' avessero fatto sarebbe stato come ammettere che avevano guardato anche loro.
Io avevo trovato una soluzione sarebbe bastato soltanto che almeno una persona venisse a casa mia con le forze dell' ordine per controllare il tutto, anche dicendo che se n'era accorta da poco, ma chi sarebbe stato così ricco di senso civico da farlo?!
Chi sarebbe uscito dalle sue quattro mura per dare una mano a qualcuno che gli intratteneva i tempi morti davanti alla televisione?
[Anna Maria Passaro - ogni riferimento che può sembrare reale è un' accusa bella e buona].








