domenica 29 giugno 2008

Domenica è la moglie di domenico.

Tema
Raccontami una tua Domenica.
Svolgimento

Di solito, di Domenica, a casa mia tutta la famiglia si riunisce per pranzare.
Quando finiamo di mangiare, qualcuno beve il caffé e qualcun' altro no.
Mia nipote butta per terra tutti i suoi giocattoli e comincia a giocare, mamma e papà si danno da fare, e anche noi.
La Domenica appena trascorsa, sono stata al mare di pomeriggio.
Abbiamo nuotato, ma io non avevo il salvagente, perché ho imparato a nuotare quando avevo sette anni, invece mia nipote che ancora non sa nuotare perché è piccolina, indossava il salvagente.
Abbiamo riempito il secchiello con l' acqua e abbiamo fatto il bagnetto e abbiamo anche cantato il girogirotondoquantoèbelloilmondocascalaterraetuttigiùperterra.
Poi in spiaggia, ha cominciato a piovere, però, ha piovuto prima che cantassimo il girogirotondoquantoèbelloilmondocascalaterraetuttigiùperterra, quindi non è stata colpa nostra.
Ha smesso subito di piovere, ed è tornato il sole, mi hanno sfiorata solo due gocce di pioggia, forse in cielo qualcuno aveva messo i panni ad asciugare, oppure peggio, ma non vogliamo saperlo.
Ad un certo punto, mia nipote, voleva parlare con la bimba vicina al nostro ombrellone, ma datosì che la piccina non le rispondeva ma sorrideva soltanto, Giulia ha dedotto che non sapesse parlare.
Fattostà che poi siamo andati via, e per trovare la macchina c' è voluto un po' di tempo, perché era lontana :-O
Al mare, c' erano tanti ragazzi, ma nessuno poteva pensare che ce ne fossero così tanti, tanto che ce n' erano davvero tanti e i parcheggi erano pochi, ma veramente pochi tanto pochi che nessuno avrebbe mai potuto immaginare che fossero pochi pochi.
Poi, siamo andati via, e poi sono venuta a casa, e poi, è venuta a casa la mia prozia, ma mia nonna è in ospedale da una settimana, e così, l' ho accolta io, mi ha raccontato quattro cose, altre quattro gliele ho dette io e poi, se n'è andata.
Intanto, stasera, stavo vedendo una specie di film con il mio vecchio amore Keanu Reeves e con la mia sosia spiccicata Charlize Theron, ma ad un certo punto si è bloccata l' immagine sullo schermo e addio "Sweet November", per fortuna che l' avevo già visto e sapevo che alla fine lei muore (maestra tu l' avevi già visto?).
Così, adesso, sono rimasta sola nella mia cameretta, e ho cominciato a scrivere questo tema, perché maestra tu lo sai, io faccio i compiti per il Lunedì, sempre la Domenica sera, e lo so che tu mi rimproveri sempre e dici che a lungo andare mi troverò male con questo metodo di studiare sempre all' ultimo minuto ma fino ad oggi, mi sono trovata bene, poi all' università vedremo... per adesso sono piccola e non mi posso caricare grosse difficoltà sulle spalle, ho solo 25 anni.
Detto questo, adesso devo concludere.
Insomma, le mie giornate di Domenica sono sempre molto felici e spensierate, soprattutto, quando fingo che sia Sabato, a me piace il Sabato, sai maestra?! Se vuoi posso scrivere il tema sul Sabato, oppure no, ne scrivo uno sul Lunedì, oppure ne scrivo uno sul mese di Marzo, così perché sono pazzerella, me lo dicono tutti. Io non capisco perché, non ti sembra sano il mio modo di scrivere?!
Mancano tre minuti allo scoccare della mezzanotte e dopo sarà Lunedì, devo riconcludere in fretta.
Insomma, mi piacciono anche i temi sulla Domenica.

P.S.= per non andare fuori tema come l' ultima volta, ho scritto tante volte Domenica, spero che stavolta non prendo "benino", perché il mio compagno di banco si sente più bravo e poi mi dice che lui ha preso "bravissimo" e mi fa piangere. E' un mostro, sgridalo quando puoi.

P.P.S.= Ah, è Domenica.

venerdì 27 giugno 2008

Sì Dante, sì De André.

Il loro contrappasso consisteva nell' essere trasportati da un venticello mentre stavano mano nella mano. La pena più profonda era di non potersi stringere più dopo la lettura di un libro, insieme.

L' amore che già si conosce non è capace di stare lontano, neanche a distanza di una mano.

Scrivo questo post perché non mi ha mai ucciso nessuno e non mi sono nemmeno ritrovata all' Inferno, non mi chiamo Francesca e neanche Marinella, io non sono morta come le rose dopo aver vissuto soltanto un giorno. Loro sì ed io un leggera invidia la provo, non perché loro sono morte, ma perché bussare cent' anni alla porta di una donna è davvero cosa rara, da parte di un uomo. Forse il re di Marinella era pazzo e non voleva vedere la realtà o forse aspettava la sua morte percorrendo lo stesso percorso tutti i giorni.

Non so, mi è venuto in mente (non c' entra niente) che tutti odiano i post autoreferenziali o autocelebrativi, forse questo lo è, ma non mi rimane che parlare di me... o al massimo traggo dal mucchio, a caso, uno dei miei lettori e ne parlo male in pubblica piazza, uhm ?!

Ma poi, cosa starei celebrando di me?! Le mie disgrazie? Tutt' al più mi sto commemorando, ma sono talmente viva e vegeta, soprattutto, vegeta... che io stessa temo ancora per la mia incolumità, giorno dopo giorno non si sa mai cosa può succedere, dovrei fare come quel tale che si coprì di plastica per proteggersi dagli agenti atmosferici esterni e morì per shock anafilattico perché allergico alla plastica...

Sarà!

giovedì 26 giugno 2008

Gratta e vindi!

Superata la fase "non scrivo più", seguita dalla fase "che diavolo di mondo!", seguita ancora da "basta, non fare così", adesso sono giunta ad una conclusione, ovvero sono in quella fase in cui mi dico "o continui così o cominci di nuovo a ridere perché non sei una musona e tenere il muso non è proprio da te", (sì lo so che sono ripetitiva).

Partiamo con ordine:

La parola "prudito" non esiste, a meno che il significato non sia diverso da quello apparente e falso, perché alla fin fine, chi dice "prudito" forse intende il versaccio che fa un dito: "pru pru" disse il dito! - e cose così.

Certo che, però, riflettendoci meglio anche "prurito" seguendo questa logica potrebbe significare il rito che fa il dito prima di dire "pru" all' altro dito.

In ogni caso, un buon prudito a tutti quanti.

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Lo scorso anno avevo scritto un post, che adesso inserisco qua, era una situazione a cui pensavo tra me e me quella volta la dissi a mia sorella e mi sembrò abbastanza perplessa da farmi pensare che scriverla sul blog poteva essere cosa buona e giusta.

Corpi profumati sembrano alienati...

Loro vengono ogni volta bombardati di insulti dalle immagini
cinematografiche a propria immagine e somiglianza...
Loro vengono derisi nei
cartoni animati...
Loro che da noi tutti sono immaginati verdi, rugosi,
bavosi, e addirittura per Matt Groening vivono dentro le bocce...

Sì,
proprio a loro dedico questo mio post: gli alieni dello spazio.

Proviamo
ad immaginare un mondo in cui loro, gli alieni, hanno una forma rotonda,
simpatica, dorata, fanno tutto con il medesimo movimento provocato da una lieve
vibrazione del loro stesso corpicino. Le loro effusioni sono di tipo aereo e
molto profonde. Parlano, cantano ,camminano, e fanno tutto come noi ma sempre
grazie alle vibrazioni ( da non confondere con il gruppo musicale).

Adesso, pensate che tutto il cibo che il loro corpo assume viene
disintegrato tramite un sistema digestivo "a bomba". Pensate che quando s'
intimidiscono diventano argentati, e che i più sfortunati che sudano per il
nervosismo, grazie ad una reazione chimica particolare tra le loro cellule
trasformi le gocce di sudore in "2 gocce di Chanel n^5".

Ora se siete
stati tanto bravi da riuscire ad immaginare tutto questo, provate a pensare a
questi poveri esserini che per disdetta si trovano davanti ad un essere come
voi...

Mettete che lui veda le vostre mani, mettete che volete
accarezzarlo, mettete che a lui sembra un rastrello... come pensate che possa
reagire?

o ancora...

Vogliamo parlare delle orecchie??? Fanno
impressione... stanno lì ferme, sono brutte da vedere, a volte non servono
nemmeno per sentire (e spesso sarebbe meglio... ) e non fanno altro che produrre
cerume...

Supponiamo che avete finalmente sostato, dopo lunghe ore di
viaggio, davanti ad un autogrill, poniamo che avete un' urgenza impellente di
andare in bagno e notate che non c' è la porta... ma voi dovete "farla", e la
fate... , mettiamo caso che uno di loro vi veda, e mettiamo che osservi il
vostro corpo, e il corpo che il vostro corpo è in grado di espellere... mettiamo
anche che il vostro meraviglioso corpicino abbia riempito la stanza di una
leggera arietta che le sue vibrazioni sono in grado di percepire... secondo voi:
come la prenderebbe???


E ti credo che poi noi ce li immaginiamo
verdi e brutti e bavosi... per sentirci migliori possiamo solo immaginarli
peggiori, e peggiori di così... la vedo difficile!

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Questo post serve a dirvi che quando ho visto questa pubblicità ho pensato che con il mio post intendevo proprio questo:



Che belli gli esseri umani!

martedì 24 giugno 2008

Due+due=5

Sotto un sole caldissimo stamattina, me ne sono andata a prendere l' autobus per Catania. La giornata era splendida anche dentro l' autobus con l' aria condizionata accesa a mille. Ho incontrato Giuseppe il giovane (veramente sarebbe il nipote "acquistato", ma tanto è uguale), abbiamo scambiato due chiacchiere poi il sonno mattiniero ha vinto su tutto e tutti.
In facoltà, ho parlato con la dott. L. ed ho visto la mia traduzione superata (evviva!) e fatto un giro. Ho beccato di nuovo Giuseppe il giovane e la sua giovane dama.

Ho visto la mostra "I have @ dream 2008" (spero di non aver sbagliato il titolo), ospitata all' ex Monastero dei Benedettini, sede della facoltà che frequento.
Avrei voluto scattare qualche fotografia, ma ero munita solo del mio cellulare con la sua strapiena memoria. Ho scattato un paio di foto ma solo una di queste è minimamente presentabile, quindi, la posterò in basso.

Uscita fuori dalla facoltà e con l' aria che mi mandava in ebollizione la schiena, mi sono seduta ad aspettare l' autobus per il ritorno a casa, e come quando le giornate sono grandiose e solari ho cominciato a starnutire, nel frattempo, Vittorio, un ragazzo/matricola, che mi si era seduto accanto per aspettare il suo pullman, mi ha raccontato dei suoi esami di oggi, e pare che chi fa due esami nello stesso giorno, poi ne supera solo uno (ovviamente questa è una mia intuizione intelligente, anzi, -issima).
Dato che secondo i miei programmi ho due esami imminenti nello stesso giorno, molto presto, mi auguro che l' essere non superstiziosa mi possa aiutare.

L' opera è "L' incubo del cannolo", perfettamente in tema con la giornata odierna, oggi l' incubo di un cannolo si è realizzato, fiesta!

P.S.= non è necessario che capiate la battuta.

P.P.S.= la mostra è davvero interessante, tratta il tema onirico, vi sono dei quadri totalmente differenti tra loro per le tecniche usate e per i soggetti. Troverete fotografie e dipinti.

P.P.P.S.= se ho scritto qualcosa di errato, ditemelo.

domenica 22 giugno 2008

Non avrei dovuto pubblicarlo, ma ormai.

Miliardi di borse colorate e incastrate tra un braccio e un fianco di altrettanti miliardi di donne, sole o vicine ad ombrelli di uomini veloci o aggrappate alla borsetta più vicina dell' amica, si riparano dalla pioggia, vanno su è giù, per la strada, svaniscono una alla volta e finiscono dentro muri che nascondono risate, rumori, vite, tragiche, inutili per gli estranei, utili a chi non può usarle, folli per chi non le capisce, sane, o divertenti, quasi mai completamente, ma vere.

Ognuno dovrebbe avere qualcosa da dire, ma con fare guardingo decide di raccontare una bugia, a ciascuno una bugia e per ciascuno una bugia e che nessuno possa entrare nella vita di qualcun' altro.

In questa regione chiamata Scantavo, tutti si comportano in questo modo bizzarro, io sono una viaggiatrice di passaggio, finché non prenderò il primo treno per Spiccavolo.

Per il momento sono intrappolata in questa città medio-grande, e cerco di cavarmela con i miei pochi mezzi a disposizione, uno è la verità e l' altro è il darsi da fare.

Sento che mi sta sfuggendo tutto dalle mani.

Ieri notte sono stata al circolo di tennis, ho preso in prestito le chiavi, beh diciamo che me ne sono impossessata: il capo voleva che scoprissi dove si trovavano dei documenti per lui importanti e li ho scovati dentro lo zaino di Carlo Turchetto, un tipo dal viso affascinante ma restìo alle lunghe conversazioni.

Non ho controllato cosa vi fosse nei documenti.

Devo solo fuggire e devo farlo in fretta, sempre che passi un maledetto treno, qua non viaggia mai nessuno e non capisco di cosa abbiano tutti paura e perché mai corrono sempre su e giù e non si fermano mai un istante per parlare e approfondire un argomento, se rallentano è per dirsi che stanno organizzando un evento e che sarebbero lieti della presenza di qualcun' altro.

Sono tutti talmente perfetti nelle loro pose senza sbagli, da farmi venire a volte i brividi e l' orticaria. Spesso li ammiro.

Stamattina ha bussato alla mia porta Carlo Turchetto e ho aperto dopo averlo visto dallo spioncino, i suoi occhi che solitamente indagano quasi più dell' eccesso, stamattina avevano qualcosa di disperato. E' venuto a raccontarmi del furto di stanotte, non ha menzionato i documenti ma era palesemente in difficoltà, e se non li avessi già spediti, quasi, adesso una controllata dentro la busta la darei.

Il treno sembra non arrivare mai. Davanti a me c' è un anziano con il giubbotto, è strano in questo periodo dell' anno, capisco che fino a ieri mattina e in parte anche oggi, vi fosse pioggia ma è durata pochissimo, mi turba, mi sposto.

Sono entrata nella toilette e una donna chinata sul lavandino chiude una striscia di carta velocemente, non mi guarda neanche negli occhi ed esce.

Sono di fronte a me e avverto noia, sparisco dallo specchio ed esco di nuovo. Arriva il treno, inaspettatamente su di me, il vecchio mi ha spinta sui binari, muoio.

Adesso so cosa c' era scritto dentro la busta: "impediscile di scrivere un post del ca***, farà una brutta fine".

Fine, in brutta.

sabato 21 giugno 2008

Il mondo è tutto rrrrosaaa*


Da piccola, immaginavo la mia vita su uno sfondo del colore di questa immagine.

La mia casa era uguale a quella degli sceicchi, aveva delle torri angolari con le cupole in alto a punta, era rosa con qualcosa di lilla, aveva il ponte levatoio e il giardino davanti, un grande giardino, e un enorme labirinto prima di arrivare al ponte levatoio, in modo da evitare le aggressioni dei ladri.

In realtà a casa mia, la mia vera casa (intendo), potevamo aver paura di tutto meno che di un' aggressione esterna e fino ad oggi non si è mai intrufolato nessuno, ma io l' avversione e la paura verso i ladri l' ho sempre subita, chissà, forse qualcuno da piccola mi traumatizzò con un racconto o forse, ci rimasi male quando mi dissero che estranei avevano derubato la bisnonna di mia cugina, perché fino a quel momento io di ladri ne avevo sentito parlare solo in televisione, ma si sa, appena senti dire qualcosa da una persona poi la risenti, una volta, due volte, finché non ti convinci che è la normalità, e di fatto è la normalità.

Anche con i tradimenti fu così.

In classe guardavano "La donna del mistero" e io non mi esentai dal guardarlo in modo da poter capire qualcosa, se per caso, ne avessero parlato in mia presenza.
Fin qua mi sembra tutto normale, i tradimenti, però, pensavo che avvenissero solo nelle soap opera, lo giuro.
Un giorno, però, la signora della bottega disse che un' altra signora del vicinato aveva tradito il marito con un panettiere.
Risi nella mia camicina da notte e dissi a mia madre che non poteva essere vero e mia madre mi spiegò che "queste cose (quelle cose, perché oramai ne è passato di tempo) succedono nella vita reale".
E così, mentre io cominciavo in quei giorni a far diventare più reali i personaggi della televisione e a proiettare nel mio subconscio certe visioni di tradimenti e vite losche nella mia futura vita, continuavo, però, a quei tempi, con le mie costruzioni mentali un po' da castello di Topolino, un po' da Icaro.

Eppure anche adesso, mi piacerebbe avere un labirinto, costruito da me, ma sarei così previdente da piazzare chiavi per ogni angolo, non tanto per i corpi esterni non equilibrati, quanto per il mio senso squilibrato dell' orientamento.

E se nessuno ha capito niente non ne faccia un dramma, in fondo è già difficile rendere espliciti certi posti solo immaginati, figuratevi se devo descriverli e aggiungere anche dell' altro per non farvi annoiare.

Scervellatevi e sguazzate nella mia incapacità di coerenza e coesione, vi do la mia benedizione.

*il rosa mi è sempre sembrato orrido.

venerdì 20 giugno 2008

L' Apostrofo è un sognatore, l' Accento (è)é un truffatore.

I Punti non hanno mai problemi, I Puntievirgole sì, perché sono nati siamesi: l' uno è diverso dall' altro e devono convivere sulla tastiera sempre assecondando un unico polpastrello nonostante l' antipatia reciproca.
Il Puntointerrogativo vive una vita di contorsioni e strategie mentali, non sa mai cosa fare e si chiede sempre il perché di questo e il perché di quell' altro.
Il Puntoesclamativo, non passa mai dalle porte, per lui è uno stop continuo, fatto di risate anche quando è serio, spesso urla senza motivo, e i pantaloni gli stanno sempre corti. La Virgola è nata con una malformazione alla colonna vertebrale, che volete farci?! Così è la vita.
Il Punto, invece è tarchiato, rotondo, deciso, il Punto è uguale a Denny De Vito nel film "I gemelli", è piccoletto ma sa il fatto suo.

La soluzione è sempre seguita da un punto, ecco

mercoledì 18 giugno 2008

740 e dichiarazioni varie ed eventuali

Inseparabili

Sento che ormai siamo una sola cosa, ha una tempra di ferro, solida, se c' è un problema non lo aggira, raddrizza ogni situazione, non lascia che i disturbi si accavallino. Il sovraffollamento non fa per lui, tanto è geloso! Non gli interessa la competizione. Mi monopolizza. Non so più se voglio farne a meno, brilla, mi sta incollato, è nato un amore senza che me ne accorgessi neanche.

Apparecchio ortodontico io non ti lascerò mai!

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Non mi va - Vasco Rossi



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Addio concerto, sento che ti ho perso per sempre. Fattene una ragione, amo l' apparecchio.

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Intanto anche mia nipote di due anni e mezzo è convinta che andrà al concerto, povera piccina, ma tanto lei non verrà a sapere quando è la data, perciò possiamo anche dirle che il concerto è programmato per i suoi vent' anni, i miei vent' anni sono già andati da qualche tempo.



Che strazio! Il caldo mi ha prosciugato la vitalità, la voglia di scrivere, la profondità dell' animo, ma per fortuna l' apperecchietto mi sta accanto in questo momento buio, sento che finirà...

Oh me poveraaaa (e bianca bianca)*


*mi giunge voce dalla regia, che la donna potrei non essere io. Tutta colpa del caldo: vaneggio.**

** mi giunge voce dalla regia che stavo vaneggiando già da prima.***

***Regia, fatti li fatti tua!

domenica 15 giugno 2008

Vive l' ètè

Come ogni anno passato, anche adesso è ora di dare inizio all' Estate.

Ieri mattina sono stata al mare, come testimonia la fotografia (bellissima e ritraente due donne meravigliose e splendide splendenti: non osate contraddirmi. Il mio blog è democratico, soprattutto, quando dite democraticamente ciò che voglio io).

Coi loro commenti sull' inquinamento del maruzzo nostro (sono dappertutto), ci stavano distogliendo dal tuffarci in acqua, ma grazie all' assuefazione alla nostra cittade o forse perché tutto ci sembrava uguale agli altri anni (inquinamento incluso) abbiamo fatto il bagno e siamo ancora vive :-O

Abbiamo passeggiato, nuotato, chiacchierato, riso e STUDIATO... ci credereste?!

Ahhh, che vita grama!

sabato 14 giugno 2008

Mi sono addormentata intorno alle quattro, dopo una lunga chiacchierata con il mio amico. L' ho fatto intristire con i miei discorsi da camionista, mai fatti prima credo.

Mi sono svegliata stamattina con il ricordo di un sogno, e nel sogno l' atmosfera della notte era pervasa da questa canzone:

[...]com' è che c' era posto pure per le favole[...]



Forse significa qualcosa.

venerdì 13 giugno 2008

Quotidiani colori

La finestra della mia stanza dava sulla strada principale e a tutte le ore del giorno sembrava che dentro camera mia vi fossero suoni di sirene, uomini urlanti e ridacchiose voci di ragazze.

Era Novembre e c' era ancora molto caldo, s' intravedeva qualche foglia sul ciglio della strada, le serate erano rese arancioni dalla luce dei lampioni con uno sfondo blu cielo sterminato fino ai limiti dei tetti delle case e i minuti sembravano ore e i giorni anni, in quel periodo non mi rendevo ancora conto di quanto poco avessi visto e di quanto avevo ancora da conoscere di quel luogo un po' più grande di quelle tre strade che avevo conosciuto fino a quel momento.

I pranzi erano veloci e contribuivano a far delle giornate di dodici ore, settimane lunghe quanto mesi. All' ora di pranzo facevo una sorta di slalom gigante, tra il tavolo e gli sportelli, per cercare di finire in fretta e tornarmene in camera. Ogni tanto la mia compagna di stanza si faceva viva, ma il più delle volte il grande spazio della camera era tutto mio e non mi dispiaceva neanche, ad essere sincera.

La mia migliore amica non si era iscritta a Catania con me, i suoi studi l' avevano portata a Torino. Le altre amiche erano fidanzate o non frequentavano l' università, per quel motivo decisi di non andarmene lontano in modo da poter essere a casa ogni volta che ne avessi avuto voglia, ma fu in quei giorni che mi resi veramente conto di quanto fossi distante da tutti. Tra me e loro c' ero sempre io. Mi trovavo mentre cucinavo, mentre studiavo, alla notte prima di addormentarmi e al mattino appena sveglia.

Dalla stanza accanto alla mia le due ragazze di Siena sembravano sempre perfettamente organizzate tra loro, ma la loro allegria (a sprazzi) non riusciva a contagiarmi, solo mi trasmetteva una grande nostalgia delle risate tra i banchi di scuola, delle sicure uscite notturne dell' Estate appena trascorsa, dei rumori di mia madre in cucina mentre poggia i piatti l' uno sull' altro e delle conversazioni a tavola mentre guardando un programma qualsiasi perdevamo le scene cruciali per commentare quelle precedenti.

La mia collega-amica sosteneva che se per caso qualche volta fossi riuscita a rimanere a Catania fino a Giovedì sarebbe stato già un miracolo, ovviamente le dicevo che si sbagliava, ma aveva ragione. Non riuscivo a resistere per più di quattro giorni e lei mi torturava affinché rimanessi il fine settimana, io, invece, mi sentivo costretta a stare là, cosiccome mi sentivo costretta ad andarmene da casa, ma nessuno mi obbligava solo che come adesso, desideravo stare sempre nel luogo più lontano da cui mi trovavo.

Sono convinta che in quella strada tutti i profumi della città trovassero il loro culmine, perché vi si trovava qualsiasi cosa: dal pescivendolo al barista, dal pasticcere al panettiere, dal medico al muratore. Il traffico impossibile tra suoni di clacson e qualche bestemmia dei guidatori al volante di macchine sempre in coda all' ennesima ambulanza che faceva capolinea proprio sotto la mia stanza, mi teneva compagnia.

Mi avevano sconsigliato tutti quanti quella zona, ma avere un metronotte di fronte a casa mi dava un certo senso di sicurezza e la facoltà era veramente vicina. Non vivevo le uscite di sera con lo stesso terrore delle ragazze di Siena, forse, però, ero solo più incosciente.

In quella casa si succedettero diverse persone, e fui così fortunata da trovarmi sempre meglio di volta in volta, o forse ero ormai più abituata ed avevo quasi preso in considerazione l' idea che quella casa fosse mia.

Se mi manca qualcosa di quel luogo è l' atmosfera: l' anziana solitaria che imprecava al cielo appoggiata al cancello dell' ospedale con i suoi calzini di due colori differenti e una persona che da lontano mi ha salutata il giorno del mio compleanno, le lenzuola a pois della mia amica, le quattro bottiglie di wc net spruzzate sul pavimento da una mia coinquilina e poi boh, in quel periodo era speciale l' aria di nuovo, tutto il resto era vita quotidiana.

mercoledì 11 giugno 2008

Allegria

"La mia vita è un cimitero di speranze sepolte".
Questa frase l' ho appena ascoltata da Anna dai capelli rossi, dalla televisione. Lei dice che se vede la vita in questa prospettiva non può che fingere di essere uno dei personaggi dei suoi racconti così, vivere diventa sicuramente più interessante e divertente.

Anna ha una vita infelice ed è sempre allegra, poi dice delle frasi tanto tristi che se le leggessimo nel suo (ipotetico) blog, staremmo tutti là a consolarla e magari lei vorrebbe sentirsi dire qualsiasi frase tranne che "stai su, la vita è bella", perché forse lei è più brava di tutti gli altri a cogliere la bellezza della vita.

Da bambina non guardavo questo cartone animato, è stato uno sbaglio.

Spesso penso che vivere una dimensione diversa dal reale mi fa perdere di vista tante serate passate a ridere e a chiacchierare, però, in queste serate mi manca il mio blog ed è qualcosa che va al di là della famiglia, dell' amicizia, dell' amore, e mi manca il poter parlare senza crearmi il problema di intristire chi è vicino a me perché questo è il mio spazio, chi ha voglia di premere l' interruttore dei miei pensieri venga e legga chi ne ha le scatole piene può non far altro che non visitarlo e mi va bene lo stesso. Per pensare a cosa potessero dire gli altri ho perso di vista cosa volevo dire, e il non riuscirci mi fa stare "così", e "così" non si può spiegare, chissà come mai, però, qualcuno riesce a comprenderlo, o almeno sembra perché ti risponde allo stesso modo se per caso glielo richiedi. Spesso, però, tra un "così" e l' altro la gente si perde e con questa anche il filo del discorso e la conversazione finisce nel mutismo ed è lì che mi viene in mente che Anna ha ragione.

Ci sono persone che non capiscono perché alcune cose (comunemente considerate di poco conto) per alcuni sono la normalità, e chi pensa che per avere un blog non si ha una vita propria si sbaglia davvero tanto, perché di vita ce n'è a iosa, io scrivo sempre di sensazioni passate, magari fra tre mesi scriverò di uno di questi giorni ed in quel momento penserete che continuo a non vivere, perché è "così", senza molti giri di parole, "così".

Anche "così" è vita se la senti da dentro.

martedì 10 giugno 2008

Giallo in bianco e nero

Mio capitano mi ha inserita in un suo racconto a puntate nel suo blog, si tratta di un giallo avvincente a puntante, se cliccate sul suo nome trovate il primo episodio.

Tempo fa avrei voluto scrivere un giallo sullo stesso argomento e mi fa piacere vedere che non sono la sola ad avere la mente di Batman. Certo che, però, l' ambientazione nel passato non l' avrei immaginata. Vedremo come si svilupperà la storia :)

Il mio personaggio ha il viso della donna nell' immagine, qualcuno tra voi saprebbe dirmi chi è?! Che sia Donna Reed o Greta Garbo?! Ingrid Bergman?! Marlene Dietrich???
Io devo essere onesta, tutti quei capelli mi confondono o.O

[Aggiornamento del 13 Giugno: è stato svelato l' arcano da mio Capitano, l' attrice è Paulette Goddard]

sabato 7 giugno 2008

L' ho scritto.

# Che ora è? 23:10
# Nome: inenarrabile
# Compleanno: Febbraio
# Segno zodiacale: pesci
# Tatuaggi: no
# Piercing: alle orecchie
# Sei innamorato/a? sono un' asceta...
# Ti piaci? Mi piacciono le mie idee, odio la mia voce.
# Hai già amato al punto di piangere? Sì
# Hai già fatto un incidente in macchina? Sì
# Hai mai avuto una frattura? Non proprio.
# Vino o birra? Birra, ogni tanto poco vino, mai rosso altrimenti raggiungo Morfeo prima del previsto e, soprattutto, mai a inizio serata.
# Ti fidi dei tuoi amici? In linea di massima sì (che vuol dire in linea di massima?! Qualcuno sa spiegarmi l' origine di questa espressione?).
# Colore preferito per l'intimo: Nero oppure colorato.
# Numero preferito? Non ho un numero preferito.
# Musica preferita? Dipende dal mio stato d' animo.
# Cosa ti manca? la macchina del tempo.
# Cosa odi? Le donne maschiliste inconsapevoli, a volte. Altre volte odio chi dice di odiare qualcuno o qualcosa. Domani potrei anche ammirare le donne maschiliste inconsapevoli, dipende dalla prospettiva in cui le guardo o le guarderò.
# Cosa pensi appena sveglio/a? Stamattina ho pensato "menomale, era solo un sogno, allora c' è una via d' uscita", era un incubo assurdo, in cui parlavo male di due persone, poi andavo via, e non trovavo strade per raggiungere casa e salire per una strada, mi sentivo bloccata, e pensavo fosse una punizione divina per aver pensato male. Il risveglio mi è sembrato una possibilità positiva per proseguire... Digressione a parte, di solito appena sveglia penso che vorrei continuare a dormire.
# Da chi hai ricevuto questo meme? Non è un meme, è una e- mail a catena.
# Quale dei tuoi amici vive più lontano? Quello che non vive più vicino?!
# Cosa cambieresti della tua vita? Le scadenze.
# Sei felice? No, sono Anna.
# Proverbio preferito: fai bene ai porci.
# Libro preferito: "Il ritratto di Dorian Grey" e "Papà Goriot" e "Il fu Mattia Pascal" mi sono piaciuti tanto, ah tra loro non c' azzeccano niente.
Ma, soprattutto, non ci azzecca proprio niente con la vostra idea di libro preferito (ne sono più che convinta) il titolo che sto per scrivere, ma non mi è più capitato di ridere tanto come dietro a quelle pagine : "Parola di Giobbe".
# Di cosa hai paura? Ho paura di trovare estranei in casa quando rientro da sola, più che altro ho paura della solitudine. Ultimamente mi sono accorta di avere paura di tradire le mie aspettative per colpa degli altri, ho paura dei miei stati d' ansia e li evito.
# Una sola parola per chi ha scritto questo meme: amore.
# Film preferito: Cambia sempre, boh, adesso direi... boh, non mi viene in mente nessun titolo.
# Se potessi essere qualcun altro chi saresti? Dio.
# Cosa c'è appeso al muro della tua camera? Tantissime foto, le bambole, i poster, un quadro, poi boh non lo so, magari un giorno invito chi ha creato il meme e gliela mostro.
# Cosa non cambieresti? Di cosa o di chi?
# Un posto dove ti piacerebbe andare: Alaska.
# Pensi che qualcuno farà questo meme? Sì.
# Chi sei sicuro che lo farà? Qualcuno.
# Ottimista o pessimista? Dipende dalla situazione, di solito ho fiuto e so in partenza come va a finire: a volte bene, altre male.
# Profumo preferito: Fresco e delicato, anche un po' speziato e dolce (mi sono venute in mente una ventina di fragranze diverse contemporaneamente).
# Sport preferito: il nuoto, la corsa, il ballo.
# Timido/a o estroverso/a? Timida ed estroversa.
# Il frutto preferito: non vado pazza per la frutta, tuttavia mi piace la frutta di questo periodo.
# Mare o montagna? Mare, ma anche montagna.
# Hai paura della morte? Mi piacerebbe farmici una gita e ritornare per raccontarvi com' è. Seriamente: mi fa paura l' ignoto, ma m' incuriosisce, più che paura mi mette tristezza.
# A che ora vai a letto di solito? Molto tardi.
# Cane o gatto? Gatto da guardare e cane da coccolare, ma sto lontana da entrambi: non mi fido, non farei loro del male, ma non sopporto chi dice di amare gli animali mentre stringe la bomboletta del Ddt...
# Colore preferito: Amaranto e acqua marina, mai insieme.
# Il segno zodiacale che più ti piace: Pesci.
# Il segno che ti piace meno: Toro.
# La canzone preferita: anche questa è variabile.
# Un oggetto a te caro: il libretto universitario.
# Con chi faresti un viaggio? con chi mi farebbe divertire e non sarebbe una palla di compagno/a di viaggio.
# Cosa vuoi dire a chi leggerà questo meme? Non prendete le mie parole alla lettera, ciauuuu.

martedì 3 giugno 2008

Ricordo strappato alla regola

Mi ricordo di un pomeriggio in cui ero felice, un lontanissimo pomeriggio e stringevo un cd che mi aveva dato uno strano tipo di amico e di quel cd finito chissà dove riesco a ricordare solo questa canzone.


Nelle mie priorità ci sono sempre le sensazioni e chissà perché queste mettono in un contenitore tutte le persone che non meritano, dànno importanza ad altre che sono più o meno uguali e di poco valore, mettono in un podio a parte quelli a cui voglio bene a prescindere da qualsasi accadimento, mentre altra gente, invece, rimane in un angolo dei miei ricordi, mai menzionata, in nessun contenitore, dispersa.

domenica 1 giugno 2008

Sabato, ieri, il giorno prima di oggi ecco.

Davanti alla televisione, ieri pomeriggio, ho guardato un film, il titolo è "Amore e altre catastrofi", dapprima mi ha "acchiappata" la locandina, poi ho letto la trama, e così sono entrata "dentro" al film, poi mi ci sono vista realmente là dentro.
Mi sono riconosciuta subito nel modo di fare di Alice, una delle due studentesse protagoniste del film. Mi sono vista nel suo modo di maciullarsi il cervello prima di agire.
Ma, ciò che mi ha (")sconvolto(") è stata la scena in cui mia madre ha ascoltato le sue parole in uno dei momenti in cui pensava a ripensava ad alta voce, e ha detto: "questa sembra proprio mia figlia Anna... ". E dato che io stavo pensando la stessa cosa mi ha fatto davvero uno strano effetto sentirlo da lei.
Ma davvero sono così??? Ma che due palle! Ma, soprattutto, che due palle dato che Ari, il ragazzo di cui Alice è invaghita mi ricordava tantissimo il tipo di cui sono stata (ancora?) invaghita anch' io, o perlomeno, l' idea che di lui mi ero fatta prima di conoscerlo, e onestamente la fine del film mi ha lasciata perplessa.

[Vorrei rassicurarvi: l' immagine non c' entra niente con il post, ma mi è venuto in mente che chi dorme non piglia pesci, ma in compenso si riposa e poi, cosa se ne fa una pecora di un pesce?!]

Ad ogni modo, ieri sera a Macchitella ha suonato un gruppo siciliano: i Senso unico, facciamo che il batterista aveva il suo gran bel perché... (non c'è niente di peggio per chi s' impegna a fare qualcosa, del sentirsi fare complimenti per l' aspetto fisico soltanto, vero?!).
Bravi i Senso Unico, anche se coinvolgere i gelesi a cantare e ballare in piazza è facile come vestirsi con una sola mano e oltretutto monca.