E' sabato sera, fuori ha smesso di grandinare ma continua a piovere, io sono rimasta a casa e stavo per guardare "The Straight Story". A dire il vero, avevo già cominciato a vederlo, ma la cena era pronta e allora Windows Media Player è rimasto sulla barra delle applicazioni, cliccato su pausa e non so se premerò play o non continuerò a guardarlo.
Dalla televisione mi arrivano le note di "Mad World" di Gary Jules, ad intermittenza, perché fanno da sottofondo ad un telefilm di Rai Due "Senza traccia", ed è la musica perfetta per il sabato sera di una giovane donna di ventiquattro anni che immagina la pioggia per strada mentre ne sente il rumore e il suo sguardo fissa il monitor del suo computer.
Mentre le storie tra la gente si intrecciano, mentre ragazzi più o meno grandi vivono insieme abitudini oramai consolidate, tra una pizza, un film, un cd, mentre molti di loro si abbracciano o solamente si sfiorano seduti accanto nella speranza di parlare con i gesti, mentre altri sono al telefono e si tengono compagnia nella lontananza, mentre per le strade di città coperte da un cielo sereno molti si riversano nei pub per bere qualcosa o incontrare qualcuno, mentre tutti quanti stanno perseguendo un obiettivo che li soddisfi con grinta e determinazione, io sono a casa.
E non mi piango addosso, l' ho già fatto per così tanto tempo... però, rifletto su tutto il tempo perduto nel fare non so cosa, guardo indietro e vedo una ragazzina con una tutina rossa su una bicicletta, fiera di sé, ma la vedo tanto lontana. Nel frattempo sono cresciuta e sono cambiata un po', molto, o forse niente, solo che non mi vedo più così piccola e soddisfatta: l' orgoglio di casa.
Mi sono trascinata addosso scelte perché dovevo, ho portato avanti gli studi senza prendermi anni sabatici e, però, di sabati a non far niente ne ho trascorsi, ma anche domeniche e molti altri giorni.
Arriverò anche a laurearmi senza tanto entusiasmo, finirò con il lavorare in un posto che magari non mi piace tanto, ma dato il mio carattere da maestrina - precisina, sarò anche discretamente bravina nel farlo, magari economicamente non avrò grossi problemi, però, a quarant' anni, mi guarderò intorno, in una serata piovosa dopo aver sentito a telefono qualche amica, ascolterò una canzone e mi metterò a piangere per non avere mai saputo raggiungere quella sola cosa che mi avrebbe dato un minimo di entusiasmo.
Perché potrei avere mille lavori e duemila storie di passione travolgente a disposizione, ma quello che voglio io non l' afferrerei mai e quel che voglio io è la cosa più banale che esista solo che non ce l' ho.
Video: Mad world - Gary Jules.
sabato 12 gennaio 2008
Poi mi passa, non sono depressa. Tienilo a mente mentre leggi, grazie.
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