domenica 30 dicembre 2007

Vivere

Il video lo dedico ad Anna che sognava di vivere felice e che cantava questa canzone, mentre la scriveva, mentre inventava, mentre aspettava, mentre s' illudeva, mentre chattava, mentre oziava, mentre disegnava, mentre scarabocchiava, mentre sperava, mentre si deprimeva.

A fine 2007 penso alla mia canzone dell' Estate 2006, e non è di certo un tormentone di quell' anno, ma lo era nella mia testa.



Del 2007 non voglio scrivere niente perché i momenti più importanti li ho scalfiti nella memoria (e so che da qualche parte, in un' altra memoria e in altri pensieri magari più leggeri, sono presenti).

Buon 2008 a chi passa da queste parti e a chi non passerà mai, a chi vive e a chi sta aspettando di farlo.

sabato 29 dicembre 2007

Entro la fine dell' anno... mangerò le lenticchie. E il cotechino?!

Oggi sono stata al matrimonio della figlia di un cugino di mia madre. La cuginetta-sposina ha un anno in meno di me ed è già convolata a nozze e sembrava anche felice, ed io sono contenta per lei.

Intanto, io ho sempre meno voglia di sposarmi ma sento la necessità di dare alla luce tre coppie di gemelli sessualmente assortite, e tutto ciò è un controsenso in termini pratici perché non voglio avere dei figli al di fuori del un nucleo familiare tradizionale, non perché nutro dei pregiudizi nei riguardi di simili situazioni, ma perché so che i piccoli verrebbero chiacchierati, un po' come me che ho la certezza di essere considerata una mezza zitella in questo paese di giovani donnine che allattano cicciobelli per insegnare alle loro piccole bambine (reclute?) l' arte dell' allattamento (precoce?).
(Io una zitella! IO! No, non lo sono perché mi basterebbe schioccare le dita e vedere stuoli di uomini con in mano anelli di brillanti e tutti pronti a chiedermi di comprarglieli.
In tempi di magra si accetta qualsiasi lavoro.) (Ma l' ho scritto sul serio?!)

Eppure c' è un forza attrattiva che mi spinge verso il mucchietto di fidanzate-aspiranti-mogli che volenterose, cercano di fare "proprio", il bouquet, della sposina di turno.
Loro ogni volta sono convinte di potermi battere nel mio sport preferito...
La prima "gara" l' ho vinta a diciassette anni, e mi dissero che entro quell' anno sarei arrivata alla "meta", pensai che quelle erano forse le regionali e poi avrei fatto le nazionali, ma ben presto dovetti fare i conti con la mia parte razionale!

Quando decido di mettermi in mezzo alle altre, sono spacciate: un po' perché sono alta almeno mezzo metro in più rispetto a loro e mi regalo il supporto di dieci centimetri di tacchi e raggiungo il metro e ottantatrè, un po' perché a volte è proprio il bouquet di fiori a venirmi a cercare...

Stasera volevo tirarmi indietro e non mettermi tra le fidanzatine, ma vuoi perché avevo bevuto circa sei bicchieri di vino e non sono abituata, vuoi perché ho letto nei loro occhi una perversa bramosia (adoro esagerare, è colpa mia?! Mi sa di sì), non sono riuscita a tirarmi indietro.
Perché si sa: la vincitrice può essere solo una.
Con noncuranza, mi sono messa da parte e... vuoi perché la sposa ha la stessa mira di Guglielmo Tell quando ha sette moscerini nell' occhio, vuoi perché è destino che anche quest' anno nessuna delle ragazze del gruppo dovesse sposarsi: ho preso il bouquet! Ed entro la fine dell' anno un principe cianotico mi troverà, mi chiederà in sposa e quindi prenderò marito (ché quello che avevo non mi ha mai amata!) e sarò felice e contenta senza avere bisogno di morire dopo avere mangiato una mela avvelenata e così non verrà a baciarmi nessun principe necrofilo (fortunatamente).

E tutta questa fortuna l' ho ricevuta grazie ad un bouquet di rose bianche.



Ma mi chiedo: in tre giorni riuscirò nell' impresa?!


Ma e soprattutto: ho acciuffato il bouquet della sposa, ed è già la terza volta che succede...
Porterà, sfiga?!

mercoledì 26 dicembre 2007

% & probabilità.



La canzone non si può ascoltare, il film brucia i neuroni e io sono un ciocchetto di carbone.

martedì 25 dicembre 2007

Pensieri sconnessi nel sacco di Babbo e Cretino.

Ho quasi finito di preparare le tartine e afferra il prosciutto dicendo che ha fame: perché?
Un quarto d' ora passato a preparare tartine e lei mangia il prosciutto.

Aspetto il Natale perché mi piace colorare la casa.
Arrivato il Natale mi auguro sempre che oltre a nascere Gesù Bambino (della cui nascita spesso importa a pochi) una grande gioia infinita mi invada la vita.

E' notte e a pochi metri da me mia sorella è contenta con il suo fidanzato, in un' altra ala della casa mia madre dorme con mio padre, in un' altra casa mio fratello fa lo stesso con sua moglie e sua figlia.
Io scrivo nel mio blog mentre un pensiero dà previsioni per domani a cui non voglio pensare.

Scrivi dieci pensieri sul Natale:
1-Il Natale porta gioia se la tua vita va alla grande o meravigliosamente bene già il giorno prima.
2-Aspetto il Natale perché prima o poi saprò perché lo aspetto.
3-Era meglio quando a Natale giocavo a Rubamazzetto.
4-Domani è Natale e mi fingo malata di difterite.
5-In cosa consiste la difterite??? A me ricorda il Natale.
6-Il cappello che mi ha regalato mia sorella mi copre gli occhi.
7-A Natale si fanno i regali.
8-Per arrivare a dieci pensieri sul Natale devo parlare anche del ciccione, ma lui non esiste e se esiste è meglio per lui se continua a nascondersi.
9-Hanno lasciato a casa mia una piccola scatola con mini petardi: li metto sotto l' acqua del rubinetto o li taglio in mille pezzi? Perché tutte le generazioni di miei cugini hanno tenuto in mano una scatola di mini petardi? Perché a casa mia mia madre li ha sempre vietati? Perché entrano lo stesso? Perché mia madre vuole buttarli? Perché non li conserviamo? Perché sono così inutili solo per noi? Perché odio anche le cipolline o cipollotti o che me ne frega del loro nome?
10-Che strazio le feste quando le senti feste a modo tuo e a casa ti costringono a sentirle feste a modo loro.

Io lo spirito del Natale ce l' ho tutto l' anno, poi mi svanisce stranamente il 25 di Dicembre e una tristezza dilagante si fa strada dentro me.

Odio Windows Live messenger.

Windows live messenger è aperto e online ci sono io e qualche amico ateo.

Io non sono atea ma da questo post in poi qualche fanatico cattolico mi prenderà per eretica.

Chi se ne frega.

E' già la terza volta che arrivo alla conclusione del post e proseguo a scrivere.

Basta.

Buona notte e buon Natale.

Yuppieeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee.

domenica 23 dicembre 2007

Reality resoconto.

In alto potete ammirare il Pupo. Lo abbiamo creato con cura, pensando a tutti i dettagli, veramente a tutti, tant' è che è l' unico pupazzo di neve al mondo ad avere almeno cinque nomi di battesimo ( sarà un caso se il nostro gruppo era formato da cinque persone?!).

Se non aveste capito, oggi sono stata sull' Etna.

La partenza è stata buona, l' arrivo a Catania è stato dolce come un cornetto caldo al cioccolato bigusto.
Nel frattempo, ho deciso che a capodanno vado a Palermo e finalmente passerò il primo dell' anno con la mia coMMaruzza.
Appena ripartiti, alla circonvallazione, il mio collo già malandato a causa di uno stramazzamento al suolo nei giorni scorsi, ha subito, un simpatico colpo di frusta (gli spiriti perversi non facciano cattivi pensieri: la frusta è metaforica!).
Dopo abbiamo fatto una visitina all' ospedale e ho guadagnato un collare per una decina di giorni...
Intanto i programmi fatti al mattino sono slittati di circa due ore.
Una volta raggiunto il Mongibello (sì, siamo andati ugualmente), il freddo è diventato caldo, grazie al Pupo, per la cui creazione sono state sprecate forze ed energie, qualcuno, un certo Jack, s' è messo a mezze maniche, ma in questi casi, lui, forse, non fa testo (per lui Estate ed Inverno sono le due facce di una stessa medaglia: il caldo.)
Ad ogni modo la giornata è stata piacevolissima, anche se è sfumato il piano della pista di pattinaggio. Ma io non demordo: "essa" mi chiama!


E comunque, io lo amo...

sabato 22 dicembre 2007

Notti a folleggiare

Follia è quando devi raggiungere un luogo e non conosci la strada.

Follia è quando pensi che si può sistemare tutto solo se imbocchi la strada del bivio di sinistra ma ti rispediscono indietro perché non hai scelto il percorso giusto.

Follia è quando, appena tornata dal percorso di sinistra, scegli quello di destra, ma ti riportano indietro perché non è più tempo.

Follia è quando ti fermi in posizione centrale e aspetti l' arrivo di qualcuno che ha necessità di uscire, ma escono tutti dalla parte opposta a te perché evidentemente c' è un' altra uscita.

Follia è quando torni indietro e ti convocano di nuovo nella stessa stanza a cui non puoi accedere da nessuna strada di un qualsiasi bivio.

Follia è quando scrivi un post sulla follia e hai la consapevolezza che si ritorcerà ancora una volta contro di te.

[Che cosa avrò voluto dire?!
Se lo scopri o lo sai già o sei immerso nella follia o qualcuno ti ha indicato la strada giusta.
Adesso dillo anche a me.]

giovedì 20 dicembre 2007

Comunicazione di servizio.

Cambio e sistemo sempre la zona dei link, un po' perché là dentro tra i link formati da lettere a volte leggo delle persone, un po' perché altre volte vedo solo dei link.

Allora, questa è solo un preghiera (se così si può chiamare), prego tutti coloro i quali hanno voglia di stare in quella non molto lunga colonna di nomi e nickname di essere chiari nel momento in cui scelgono di starci.

Mi spiego: se vi interessa solo lo scambio di link siate ben chiari, io accetto di linkare dal più nano al più alto, dal più grasso al più magro.
Chiedo solo un po' di onestà quando lasciate l' indirizzo del vostro sito, insieme ad una dedica in stile "come la barca lascia la scia... ", e poi, dite sayonara.
Preferisco un secco "ti va uno scambio link? Voglio aumentare il pagerank" e siamo tutti più felici.

A qualcuno potrà sembrare fuori luogo questo post e un po' lo sembra anche a me, anche se dato che il luogo è il MIO blog e che le parole sono le MIE mi sa proprio che sono dentro il luogo, decisamente.

Non mi piacciono i giri di parole o forse in questo momento un po' mi girano, non saprei.

Ad ogni modo, buonanotte a tutti gli "amici" della blogosfera.

"Strani giorni"

Una di quelle cose che avrei sempre voluto essere in grado di fare è il pattinaggio su ghiaccio.
Io sono un' abitante di una città di mare e non delle più attrezzate, e quindi sarà facile intuire l' assenza di una pista ghiacciata.
Domenica andrò finalmente, e spero di non avere ancora acciacchi perché combinata come sono adesso, non so quanto potrò resistere.
Potrei cominciare ad elencare uno per uno tutti i miei dolori fisici ma non lo farò perché mi auguro che passino presto.

Intanto in questi giorni ho avuto modo di riflettere e mi sono resa conto che affezionarsi alle persone dopo poco tempo è sbagliatissimo e che non tutti capiscono il mio modo di scherzare e che, forse, devo smetterla di dare confidenza indistintamente alle persone, non tanto perché poi rimango male io nel momento in cui me ne accorgo, quanto perché, forse, a volte sono pesante e non me ne accorgo...

Ad ogni modo, se non ho ferito nessuno dei miei amici in carne ed ossa o in pixel sono contenta. Contenta per una volta di una mia "maciullazione cerebrale" fine a se stessa.



Il video è "Strani giorni" cantata Da Battiato insieme a Carmen Consoli.

Testo "Strani giorni"
In nineteen forty five
I came to this planet
Ascoltavo ieri sera un cantante,
uno dei tanti,
e avevo gli occhi gonfi di stupore nel sentire:
"Il cielo azzurro appare limpido e regale"
(il cielo a volte, invece, ha qualche cosa di infernale).
Strani giorni, viviamo strani giorni.
Cantava: sento rumori di swing provenire dal neolitico, dall'Olocene.
Sento il suono di un violino e mi circondano l'alba e il mattino.
Chi sa com'erano allora il Rio delle Amazzoni ed Alessandria la grande e le preghiere e l'amore? Chi sa com'era il colore?
Mi lambivano suoni che coprirono rabbie e vendette di uomini con clave.
Ma anche battaglie e massacri di uomini civili.
L'uomo neozoico dell'era quaternaria.
Strani giorni, viviamo strani giorni.
Nella voce di un cantante, si rispecchia il sole, ogni amata ogni amante.
Strani giorni, viviamo strani giorni.

martedì 18 dicembre 2007

Mimi mascherati e un elogio (?) ad un burattinaio.

A fine spettacolo: non resta che augurarsi la buonanotte, forse.

Non so quanto realmente sia onesto il burattinaio che mi costringe a leggermi in altrui righe e non fare uscire nulla di mio pugno ormai, perché è come se fossi scandagliata in ogni brandello di pensiero e mi vedo scagliata a macchie d' inchiostro ora qui e adesso là, e finché non smetterò di provare sensazioni tanto comuni a chiunque, io non renderò più esterni i miei pensieri.
Sembra che non ci sia originalità né in quel che scrivo, né in quel che vivo e se dei doppioni ne facciamo volentieri a meno e li regaliamo, io cederò il posto a chi vorrà sfogarsi e mentre lo farà, io leggerò, pensando che forse... forse, io lo avrei fatto allo stesso modo o anche meglio, forse.
Aspetterò di non indossare più la maschera che non racconta di sé, se il burattinaio vorrà allentarmi i fili e smetterla di anticiparmi.
Ricomincerei a parlare di me.
Eppure, tu, burattinaio che mi dài la sensazione di non voler porre fine a tutto questo, mi rendi solo nuove possibilità per poter ascoltare, vedere, sentire, odorare, pensare Te.
E allora continua, io sarò il tuo recensore e quando sbaglierai a mettermi in bocca parole che non avrei detto mi limiterò a fartelo notare.
Lo so che non è normale l' amore tra una marionetta-scrittrice e il suo burattinaio, ma a noi è andata così.
Chissà se ne vai fiero, mio "Geppetto", creatore di maschere e mimi.


[I dipinti sono di Aldo Zanetti, se avete voglia di sapere chi è andate nel suo sito: http://www.arteadimensionale.com/ ]

[La storia insensata è mia.]

sabato 15 dicembre 2007

"E tutto il resto è noia"

L' altro ieri era Natale: in un libro e nel vento, nella mia immaginazione, in una sciarpa, in una una spallata, nella delusione, in un sorriso nascosto, tra le stelle.
E tutto il resto... è nel titolo del post.



Questioni di Prospettive...

venerdì 14 dicembre 2007

Divento Babbo Natale...

"I giorni passano, i bimbi crescono e le mamme imbiancano..."
Intanto un altro Natale è alle porte e quest' anno è diverso dallo scorso: in più c' è l' albero, (come due anni fa e come gli anni addietro), in meno c' è un po' di autostima, e pure la voce è andata non so dove, solo che stavolta mi ha lasciata anche la voglia di parlare.

Ieri mi sono successe una miriade di cose: ho incontrato, tra una lezione e l' altra, persone diverse e di diverso tipo, come sempre, normalmente.
Ma il pomeriggio mi ha sfiancata.

Mi amareggiano alcune situazioni, e non sopporto gli sguardi inquisitori di chi vuole scoprire cosa c' è dietro... ma dietro chi?! Dietro di me??? Sarà uno sport anche intenso da praticare, ma potrai trovare solo un miliardo di sensazioni dentro mentre dietro... proprio dietro, non troverai niente.
Guardare dietro di me è come cercare di scoprire un magico mondo visibile solo dalla cruna di un ago, cosa che nessuno farebbe se sano di mente, eppure ieri pomeriggio mi sono rattristata più di quanto non lo fossi già per conto mio.

Anche se da tempo ho imparato a farmi scivolare di dosso la tristezza, a volte crollo, e nei momenti in cui ho il morale aggrappato alle suole delle scarpe, vorrei riuscire ad essere altezzosa e maleducata come certa gente, invece, mi capita di chiudermi dentro, e non lo sopporto.

Non posso neanche decidere di non andare a lezione se mi sento triste, perché non posso permettermi di perdere ulteriore tempo e la concentrazione che mi abbandona non mi è d' aiuto, e nonostante tutto, chi non sa niente, mi suscita dubbi e mi mette nel panico, ed io vorrei essere lasciata in pace.

Rivorrei essere allegra e non dovermi confrontare con gli altri, cosa in cui sono sempre stata bravissima, e forse è proprio per questo che i complessi mentali loro mi fanno cadere in un baratro di angoscia.

Sono solo molto stanca di dover essere sorridente quando vorrei piangere, e forse sarebbe meglio se quando non me la sento di stare tra la gente mi eclissassi in maniera completa, assoluta. Mi tocca, invece, chiudermi il pugno e appoggiarci la testa, mentre un recente assente per me è ancora presente e mentre guardo un film che mi vede protagonista dentro gli occhi di una curiosa che non è neanche in grado di scegliere il cast, che lei aveva fantasiosamente proiettato nelle sue pupille.

Io, nel frattempo, un film vero l' ho visto davvero, "Tesis" di Amenàbar, e quando a sera inoltrata stavo uscendo dalla Facoltà, nel silenzio dei corridoi, mi sono spaventata quando mi sono ritrovata davanti uno strano figuro mai visto, sono corsa via in un lampo, forse, ancora suggestionata dal film appena visto (o forse perché ultimamente mi sento perseguitata?!)
In giro per il centro, poi, un po' la tristezza mi è passata, anche se confido in un progressivo miglioramento tra oggi, domani, e tutti i giorni futuri che verranno, (sono una donna ambiziosa!).
E per questo Natale auguro tanta gioia a chi mi vuole bene, felicità a chi voglio bene io, e un grande, grosso, immenso sacco di affari propri a chi probabilmente non ne ha uno.



[L' immagine non è mia]

mercoledì 12 dicembre 2007

BLOG COMMUNITY - aggiornamento

Mi ha contattata Valerio e mi ha detto che:

"E' partita l' idea di creare una grande community di blogger pronta a consigliarsi e a far partire iniziative di gruppo. L'obiettivo è di creare una chat per blogger di ogni tipo in cui ci si può scambiare aiuti per: la grafica, i post, i servizi di pubblicità, i widget, i tools e tutto quello che riguarda la blogosfera."



SE VI VA DI PARTECIPARE CONTATTATE VIA MSN:
marco_bellomo@hotmail.com
quelcherestadelblog@hotmail.com

Finora hanno creato il post gemello:

Io , Jack , Alessio , Gabriele , Daniel , Luca , Mark , delfin , Antonio

P.S.= Amici se partecipate, vi inserisco di volta in volta qua, dovete creare un post uguale a questo, per diffondere la voce ;)

P.P.S.= E' stato già creato un forum, aderite giovani e saremo in tanti!

P.P.P.S.= Questo post rimarrà inserito in data 16 Dicembre, fino ad esaurimento (personale) dopodiché lo troverete, di nuovo al 12 Dicembre.

P.P.P.P.S.= Per voi viaggiamo anche nel tempo.

P.P.P.P.P.S.= Ritorno dal 16 Dicembre alternativo e senza l' almanacco...

Dio c' è, qui e ora.

Il libro era poggiato su una pila di fogli che ostentavano un equilibrio stentato: sarebbe bastata solo una mossa lieve a destra e la torre che Cristiana aveva in mano sarebbe caduta al suolo.
Le biblioteche hanno la regola del silenzio, e se ti muovi eccessivamente trovi sempre qualcuno pronto ad esortarti ad abbassare la voce, e va bene... ma non si trovava in biblioteca, era, invece, nel bel mezzo di una conferenza, di fianco a personaggi illustri, in qualità di hostess o "passa carte, reggi fascicoli, riempitrice di bicchieri con acqua", insomma, la conferenza non era tra le più organizzate, i personaggi illustri di cui le aveva parlato Daniela poi tanto illustri non erano, ma ad assistere erano circa trecento persone.
"Si sposti un momento signorina" - "oh no!!", un fragoroso tonfo di carta sul suolo diede il via al più rumoroso dibattito che si fosse mai udito, non una persona si rifiutò di prendere parola: tutti alla ricerca dell' aiuto verbale più consono ad un' imbranata, mentre la voragine che dal pavimento mostrava il centro della terra era divenuta abnorme e Cristiana si poteva osservare nello specchio di fuoco fluido che dal più profondo interno della terra emanava vapori di ogni sorta. Ed anche quegli sguardi sembrava che stessero appiccando un incendio sottocutaneo nel corpo di Cristiana, tanto era il calore che la donna sentiva divampare in corpo per la vergogna di essere al centro dell' attenzione in una situazione in cui, magari, sarebbe stato meglio essere invisibile o del tutto assente.
La conferenza, per fortuna, era quasi alla fine e, trascorsi quei minuti si trovò finalmente fuori da quell' assemblea di avvoltoi. Appena mise piede fuori dall' edificio si sentì sollevata, respirò profondamente, tanto da sentire uno sgradevole odore di gomma bruciata. Si guardò intorno e tutto era nella solita quiete delle ore 21:00, proseguì con calma, girò l' angolo e dei malviventi stavano scappando dopo aver dato fuoco ad un auto in sosta. Cristiana tornò indietro velocemente e chiamò la polizia per avvisare dell' incendio. Corse a casa quasi in volo, correva disperatamente e aveva paura che quella giornata continuasse per sempre. Fin dal mattino era andato tutto secondo i piani... di qualcun altro! Tant' è che lei non aveva programmato nulla di tutto quel che accadde quel giorno.
Si trovò alla conferenza per sostituire un' amica. Era a piedi perché di mattina l' auto era servita al suo uomo, il quale in maniera geniale aveva deciso di non tornare in tempo per restituirla a Cristiana, giusto il tempo per andare a parcheggiare la macchina dal carrozziere proprio nel giorno sbagliato, dopo aver rimandato per settimane, inutilmente, e nonostante il disagio causatole tutto il giorno era stato irreperibile per cause sconosciute, dato che il licenziamento di Alberto di due giorni prima, aveva reso l' uomo libero di girovagare o poltrire sul divano per giornate intere.
Giunta sotto casa sua aprì la borsa per cercare le chiavi, girò l' affare di metallo nella serratura, aprì il legno marcio che gli inquilini chiamavano portone e nel buio sentì un rumore flebile e stridente, aggrottò le sopracciglia e allungò il braccio per accendere l' interruttore della luce ma balzò su se stessa per la carezza ricevuta sul braccio, la luce si accese e un simpatico ratto era in preda ad effusioni con il suo braccio. Urlò maledettamente forte e scosse il braccio per tre volte prima che l' animale si allontanasse dal suo corpo.
Uscì di nuovo e andò verso casa dei suoi genitori, mentre si chiedeva dove fosse andata a finire la giustizia divina. Durante il tragitto provò ancora a chiamare Alberto al cellulare ma continuava a non rispondere, stava attraversando la strada quando sentì la voce di lui, si voltò e di fianco lo vide risplendere in quel corpo che malgrado tutto adorava, con il suo sorriso che da sempre la metteva di buon uomore.
Bastarono pochi attimi per realizzare che "a volte dopo una giornata da non ricordare ci si accorge che Dio esiste grazie all' uomo che si ama, perché l' Idiota prima ti chiama mentre attraversa la strada per venire da te e si fa investire dal camion dietro di lui e dopo tre secondi senza nemmeno averti chiesto se avessi voglia di andare ti ritrovi davanti al luccichìo dorato delle chiavi di San Pietro. Il tempismo non è mai stato il suo punto di forza."

domenica 9 dicembre 2007

Film


Stasera ho scelto di vedere un film vecchio, del 1974, "Fatti di gente per bene" di Mauro Bolognini.

La trama tratta di una storia realmente accaduta, ambientata nei primi anni del 1900, incentrata sulla storia travagliata di una famiglia "per bene", i Murri.

Il capostipite della famiglia, Augusto Murri, è un luminare e professore di medicina in una prestigiosa università, i figli sono Tullio e Linda, il primo avvocato, la seconda sposata ad un conte clericale con il quale vive un rapporto conflittuale che le causa sofferenze, mal sopportate dal fratello, il quale, per la donna nutre un sentimento di strana amicizia fraterna che si palesa fin dalle prime scene ma che sembra sfociare in un' ambiguità morbosa, nel momento in cui, l' uomo decide di far giustizia con le sue mani e liberare Linda dalle catene di un vincolo che non sa d' amore ma di ricatti e prepotenze.

Nasce così, un giallo che coinvolge l' intera famiglia Murri perché vede contrapposte idee clericali e tradizionaliste alle idee socialiste che andavano espandendosi durante i primi anni del novecento, idee di cui Augusto Murri si faceva portavoce.

La musica malinconica, di Ennio Morricone, lascia trasparire fin da subito che ci troviamo davanti ad una storia poco semplice e dai tristi risvolti.

Interpretato da Giancarlo Giannini, che trovo sempre drammaticamente eccezionale e da Catherine Deneuve, la figura più emblematica del film, meravigliosamente bella, imperscrutabile fino alla fine, quando il suo volto candido si copre di un velo nero che accompagna il film alla chiusura.

Vi consiglio di guardarlo.

sabato 8 dicembre 2007

Instabilità

Si accavallavano scene di ragazzi: piccoli uomini e giovani donne che vivevano il loro percorso in coppia.
Due sedevano per terra in una larga piazza, altri due cammnavano da quelle parti insieme, mentre altri due da soli guardavano la scena.
La vita decise di piazzare tutte le carte in posizioni strategiche per renderle visibili e puntuali al momento da lei stabilito, in modo che un senso d' angoscia s' avvicinasse irrimediabilmente.
"Succede di vedere situazioni che non ti aspetti e a volte decidi di viverle e per alcuni momenti sei anche felice ma di una felicità che non sai spiegarti perché se guardi la luna bianca su sfondo nero, l' accosti ad una strana immagine di un personaggio con le cuffie alle orecchie, (in perfetto stile SouthPark), e se per un momento avevi sentito serenità ad un tratto si fa strada un' acuta tristezza in te, un senso di atterrimento dato dall' impossibilità di raggiungere qualcosa che hai sognato da tempo. Come un dipinto fantastico ricco di luci e colori del quale tu non farai parte", era quel che si diceva la ragazza il cui viso non sapeva bene quali emozioni dover sentire.
Ma proseguiva il lungo cammino in disparte e quasi sperava di aver dimenticato e d' essere entrata in una nuova pagina ma era tutto sbagliato, dal principio alla fine e come in tutti gli errori evidenziati in rosso poi accanto c' è una correzione e fu così anche lì.
Le fughe hanno un qualcosa di divinamente infernale perché lasciano chi rimane nell' incertezza ed in quella condizione si agisce più o meno consapevolmente, più o meno nel giusto, più o meno volutamente e gli errori bisogna scansarli.
Così dopo tempo di tutti quei ragazzi ne rimasero solo due per qualche giorno finché la vita non mescolò di nuovo le carte e non se ne seppe più molto. Almeno uno dei due attende che vengano di nuovo girate le carte, forse lei o forse lui, io non sono un narratore onniscente, purtroppo, tutto è precario, anche per me.
So che avanza un periodo di assoluta instabilità in cui nessuna pietra deve essere spostata ma so che ce n' è almeno una che sta aspettando la sua esatta collocazione ormai da troppo tempo ma una fuga sfrenata fa in modo che venga di continuo dribblata mentre in quello strano girotondo in rincorsa la sola sua attesa è di essere raccolta e non più saltata.
Nel frattempo riecheggia nell' aria un pensiero: "fermati e parliamo", ma le pietre non parlano e non attendono: uno dei due personaggi miei avrà scelto il suo ruolo.
Aspetto di guardare le carte. Vi farò sapere.

[La foto non è mia]

Mittente: Io. Destinatario: Tu. Via: post, 194

Buonanotte amore mio, io vado a dormire.
Sai?! Oggi ti ho pensato tanto, così oggi come gli altri giorni prima di questo. Ho capito che il mio problema sono io, e sai come sono arrivata a questa conclusione? Grazie ad un sogno che ho fatto la scorsa notte. Ho sognato che mi trovavo nella mia stanza e c' era una grossa blatta attaccata alla tenda, i miei familiari cercavano di proteggermi anche se non riuscivano a vederla, mentre io, nel frattempo, ho trovato la soluzione: ho preso una bomboletta d' insetticida e l' ho spruzzato su di me, dopodiché non ho visto più l'insetto, nonostante gli altri lo vedessero improvvisamente. So amore mio che come immagine non è il massimo, ma credo che la blatta rappresentasse me e i problemi che mi creo di continuo e anche senza motivo, raramente senza motivo.
Ho capito che dato che io non sono uno strizzacervelli, forse, è meglio se vivo un po' più tranquillamente e correndo i rischi del caso, qualunque esso sia (intendo il caso).
Così, mi ritrovo qui senza un motivo, forse, ad augurarti la buonanotte, sicuramente, perché io ti voglio un gran bene e tu lo sai.
Tu lo sai e io lo so, perché a volte gli occhi si fondono come acqua nonostante non piova, nonostante tutto, l' aria diventa rarefatta tra gli occhi miei e quelli tuoi, oppure il tempo si ferma mentre ridiamo.
E adesso l' orologio segna l' 1:29 e io ho sonno e ti penso, tu sei in Cambogia e spero che non ti trovi con una donna proprio adesso, perché se proprio devi sfogare i tuoi istinti animali, fallo in un momento in cui io non penso a te, così il mio angelo custode evita di fare brutta figura quando incontra il tuo, perché loro si parlano, dicono di essere asessuati ma io lo so che sono già due in uno come noi due.
Pensami amore, ogni volta che guardi il cielo e vedi una stella, perché ogni volta che guardo una stella mi chiedo a cosa stai pensando tu.
Questa lettera non è niente, è solo un modo per farti sapere che continuo ad amarti nonostante tu non abbia un telefono, nonostante ti trovi lontano, nonostante il gelo rovente che spesso ci separa.
Amore mio, avrai notato che questa lettera sembra un po' fuori dal comune e lo è, ti starai chiedendo se non ho sbagliato il destinatario, ed è probabile, ma se stai leggendo, ti bastano pochi elementi per capire che non ho sbagliato, perché il destinatario sei Tu, l' ho scritto anche nell' indirizzo.
Adesso devo proprio salutarti e mi auguro di trovare prima o poi una lettera di risposta a questa, non voglio essere invadente ma quantomeno mi piacerebbe sapere tutto quel che fai da quando ti svegli a quando vai a dormire.

Ti voglio bene, un bacio e buonanotte.

Per sempre tua Amanda.

P.S.= Dimenticavo di dirti che ho fatto leggere questa lettera a tutta la blogosfera e loro approvano il nostro amore con la A maiuscola anche se non è preceduto dal punto.

Buonanotte alla blogosfera e a tutti i cambogiani, marchigiani, parmiggiani, reggiani, catanesi.

venerdì 7 dicembre 2007

Già fattooo???

Andrea mi ha passato il meme in cui bisogna scrivere qualcosa su "Dire, fare, baciare, lettera e testamento" ma dato che io sono una precorritrice dei tempi (è veeero!) leggete qua (<---).

Intanto pochi giorni fa anche Hermansji mi aveva "trasmesso" un altro meme, che ho già risolto qua (<---).

Il primo meme lo passo a tutti quelli che non l' hanno fatto e vogliono farlo, mentre il secondo è già stato risolto più o meno da tutti i segnalati in quel post e perciò per stavolta sarò magnanima :-D

mercoledì 5 dicembre 2007

Davvero tanto

Mi alzai un mattino di un mese che non ricordo, mi lavai e vestì, uscì di casa e caddi sbattendo la testa sullo spigolo dell' ultimo gradino fuori dal portone: sanguinai, rientrai in casa, mi medicai e mi misi, di nuovo, a letto. Mi addormentai, sognai di essere sopra una nuvola e di guardare in basso e vidi un po' di gente, ma io non c' ero.
Mi piacque. Tanto.
Guardai dentro una chiesa e vidi un po' di gente che piangeva, qualcuno in fondo che chiacchierava, ed io riuscivo a sentire anche cosa dicevano, perché c' era come un enorme grammofono dorato che costeggiava tutte le nuvole e alcune persone di cui non ricordo i visi si dicevano: "ma renditi conto! Abbiamo superato da un pezzo il 2000 e la gente si veste ancora di nero per farsi vedere" - "sì hai ragione... senti, ma ti piace il giubbotto di Marta? Sai, che l' ho visto nel negozio dei cinesi?" - "ah sì?! Così si è ridotta??? Ma non era quella che andava in giro solo griffata?! Eh sì, i tempi cambiano... eppure la gente si veste ancora di nero".
Mi accorsi che il grammofono seguiva il mio sguardo e accompagnava la vista con i suoni in traiettoria al mio sguardo.
Guardai verso le persone sedute davanti e vidi chi piangeva e chi vestiva di nero, mi vidi nella mia bara di legno e notai tutte le rose rosse di cui avevo sempre parlato ai miei quando mi dicevano:"non dire certe cose nemmeno per scherzare!", e capì che, comunque, mi stavano a sentire, perché sì, ero morta, e adesso bisognava prenderne consapevolezza.
Eppure, la sensazione era più di curiosità che altro in quel momento, e guardai tra i banchi per vedere chi pregava per me e chi se ne sbatteva.
Come in tutti i funerali in cui ero stata c' era trsitezza nell' aria.
La chiesa era gremita di donne anziane o sulla mezza età, i parenti c' erano tutti, amici e conoscenti pure.
Sentì il bisogno di smettere di guardare e di sdraiarmi.
Una leggera brezza muoveva il mio letto bianco come se fosse una lenta altalena, era sempre lo stesso movimento senza uno sbalzo più veloce, senza uno spintone più impetuoso, era sempre uguale, e mi sentivo male, come se qualcosa mi mancasse, come se avessi il bisogno di smettere di guardare e di sdraiarmi, ma ero già sdraiata.
Non riaprì più gli occhi e da allora ogni tanto posso parlare attraverso impulsi che non so spiegare, il grammofono ogni tanto mi dice che un post è stato pubblicato e me lo legge, ed è strano perché legge proprio tutto quel che penso.
Ma qualche volta il grammofono mi legge una storia in cui lei si chiama Anna Maria e davanti a sé ha una lunga vita felice, e quando sento queste parole sembra che il letto scompaia e che sto ancora vivendo.
E mi piace. Tanto.

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domenica 2 dicembre 2007

Si sta così


In questo preciso istante dovrei aver già raggiunto quel mondo parallelo che prende vita ad occhi chiusi e non dovrei rimanere ancorata ai pensieri mai veramente spenti e sempre in agguato.
E' che sento di avere in mano un enorme mazzo di chiavi tutte compatibili con un' unica porta accessibile, però, a sua volta solo da un' altra porta, di cui, però, non posseggo le chiavi, ed è un continuo e perpetuo esasperarmi alla ricerca di quella soluzione che svanisce nella nebbia della mia fosca mente.
Mentre i momenti di stasi e di riposo oramai si fanno sempre più numerosi e stento quasi a darmi vita da sola, persa come sono nella ricerca di nuova linfa dalla stessa radice e mi dimentico che non posso raggiungerla e quando me ne ricordo impazzisco di nuovo per trovare la chiave che mi serve.
E rimango con il centinaio di chiavi compatibili, perché non me l' ha detto nessuno ma io le ho individuate, tutte, tutte e cento, e se non impreco è solo perché sono rassegnata ad un non finale e alla polvere che volerà quando la porta verrà aperta per richiudersi con un tonfo sordo e assordante alle mie spalle e io so che non avrò modo di entrare.
Sono ad un passo dalla vita e galleggio nel limbo e bimba mi sento mentre volteggio, ma aspetto e non so che cure posso trovare mentre qui tutto è più buio e domani mi aspetta un' altra giornata lontana a sentire il respiro nell' aria tra un corridoio e l' altro mentre la distanza si fa sempre più fitta e mi sento così: paralizzata.
Non vorrei scrivere di questo, vorrei urlare a squarciagola altro o vorrei provare a fare, dire, prendermi a calci per farmi parlare di nuovo, ma ho una paura maledetta di tutto quel che non so e rimango a volteggiare.

[Il video è Goccia a Goccia dei Litfiba]

Meme me tocca (atto III) - Fotografie

InvernoMuto mi ha lasciato un Meme da svolgere, e stavolta si tratta di raccontarsi attraverso 5 fotografie di "cose" che ci rappresentano.
Dopo aver riflettuto su qualcosa che riuscisse a cogliere la mia essenza (Dio quanto sono profonda, ci si perde dentro!) ho deciso di scegliere qualcosa a cui sono affezionata, ma devo ammettere che è stato molto difficile. Non scatto molte foto e di solito non lo faccio per fotografare qualcosa che mi riguarda in prima persona, così ho preso il mio telefonino e mi sono ingegnata alla meno peggio... (questa è pure una buona scusa per giustificare la pessima qualità delle immagini, ma è pur sempre vera).

E' la mia bambola preferita, l' ho ricevuta per il saggio di danza a scuola materna. Vidi i suoi meravigliosi occhioni appoggiati su un armadietto della scuola, dopo ne rividi un' altra uguale ad un' altra bambina, arrivai a casa e raccontai a mia madre che tutte le bambine che partecipavano al saggio avevano la stessa bambola e che la maestra voleva assolutamente che non ne avessimo una diversa. Stavo mentendo: a parte quelle due bambine tutte le altre ne avevano tante e differenti, ma io volevo quella!
Mia madre mi lasciò in dubbio, l' indomani venne all' asilo con me e la vide, non mi disse che me l' avrebbe comprata. Poi, una mattina di qualche giorno dopo la trovai... la mia bambola di pezza dentro il suo zainetto di plastica e per tutto un lungo periodo diventammo inseparabili.

Questo è l' albero di Natale che ho addobbato ieri con le mie manine e che non ho ancora completato: devo aggiungere altre luci. Accanto si vede il Presepe costruito in cooperativa familiare.

Il mio blog. E che ve lo spiego a fare???

Questa, invece, è una piccolissima porzione della mia disordinatissima scrivania.
In cui si trova di tutto e di più, meglio della Rai...

Il cielo che si vede di fronte a casa mia, che vuoi o non vuoi è sempre là, un po' come me... finché lo stesso cielo vorrà.

E a chi lo passo???
Lo passo a tutta la lista dei miei links, pazienza per chi non mi legge e non lo saprà mai... il resto si metta subito al lavoro (e fu così che non mi lesse più nessuno :-) )