martedì 30 ottobre 2007

Moralismi.

La fiaba di Andersen "Le scarpette rosse" racconta di una bambina innamorata delle sue scarpette rosse al punto di desiderarle nonostante le fossero state vietate, ma la piccola che tanto le desiderava riuscì a calzarle, però, queste cominciarono a danzarle ai piedi e a portarla in giro per la città e per i boschi finché non decise di farsi tagliare i piedi da un boia e rimase mutilata.
La morale di questa storia (di una tristezza inaudita) è che bisogna sapersi accontentare e saper rinunciare e non cedere ai desideri.
Sì, un applauso a chi inventa le morali nei racconti e nella vita. Aiutano a vivere meglio.
L' importante è riuscirci. Ma chi ci riesce???

Ho cercato di fare un brevissimo riassunto della fiaba, sì fiaba, direi più racconto da Halloween, e sì, parliamone come ogni anno, dato che ormai è diventato costume anche del nostro Paese mascherarsi e andare in giro per feste a tema Halloweeniano.
Quando ero bambina mi aspettavo il regalo dei "morticelli", adesso è tutto totalmente stravolto. In giro ci sono i volantini per la serata più cool e so che in molti vi "inCOOLerete" (maliziosi!), io terrò fede alle mie tradizioni ancora per qualche anno, al massimo per restare nell' atmosphere da funerale guarderò qualche film "da PAUUURA"!

[L' immagine l' ho presa da qualche parte]

domenica 28 ottobre 2007

Notti di movenze su neri presagi

Avevano gli stessi orari, ridevano per le stesse scene, uscivano insieme di notte, conoscevano persone e avevano sempre la stessa opinione su tutto. I loro giochi erano disinibiti come quelli dei bambini, e i loro anni sembravano dimezzarsi quando erano insieme.
Di notte fuggivano.
Andavano alla ricerca di qualcosa di nuovo, emozionante. Un divertimento appagante, almeno per poche ore. Ballavano fino a sudare tutta la loro energia. Qualcuno si avvicinava e si ballava insieme.
Ad uno sguardo diritto poteva sembrare una sola personalità divisa in due corpi, ma quando le si guardava con la coda dell' occhio la prospettiva cambiava, non si somigliavano più, e nel luogo in cui cominciava la completa fiducia dell' una si faceva strada il campo minato dell' altra.
Lo sguardo di Moira era curioso verso l' amica e la scrutava come da dietro il riflesso del finestrino di un' automobile, e la vedeva mentre si strusciava, ora con questo, ora con quell' altro uomo appena conosciuto.
Moira invidiava la sua libertà.
Giada non era bella, ma i suoi fianchi scendevano morbidi in largo verso le estremità del suo corpo, era voluttuosa in ogni suo movimento, faceva ruotare le sue dita lentamente sul bordo del bicchiere, mentre ballava si muoveva piano e si avvicinava progressivamente con lentezza al bacino del lui di turno.
Moira, invece, coi suoi discorsi brillava sempre, e i suoi occhi erano dolci, e i suoi movimenti aggraziati. Ma insieme a Giada si spegneva, era solo la suggeritrice nascosta, balia e nutrice. Per Giada era tutto, ma ormai era nessuno.
La notte strani incubi la facevano da padroni sul sonno di Moira.
Era passato un po' di tempo dalle uscite in due, stavano con qualcuno entrambe, ma l' amicizia sembrava la stessa di sempre.
Una notte le due donne dormirono insieme per ricordare i vecchi tempi. Moira chiuse gli occhi e sognò Dario, e lui stava avvicinandosi per baciarla, l' atmosfera del sogno era scura e si fece avanti un po' di nebbia e confuse l' immagine ma il desiderio cresceva. Poi la nebbia cominciò a diradarsi un po' per volta finché il viso di lui non fu quello di lei. Lei era là, Giada era là, pronta a poggiare le sue labbra su di lei con la stessa suadenza con cui l' aveva vista muoversi con gli sconosciuti in discoteca, con la stessa voglia negli occhi, nelle mani. Moira rifiutò quell' immagine e si svegliò ad un centimetro dal viso di lei, lei che aveva gli occhi ben aperti, risero e fecero finta che si fossero svegliate entrambe nello stesso istante. Ma non era così.
Le serate continuarono a trascorrere così come i giorni, e la bellezza di Moira sfioriva giorno dopo giorno, non era più lei. I suoi comportamenti erano snaturati e diversi dal solito.
Aveva cominciato a vivere solo di notte e le sue occhiaie erano sempre più grigie, pesava sempre meno, e parlava meno che poteva.
Una notte si addormentò e li sognò tutti, dal suo ragazzo, ai suoi genitori, dal ragazzo di Giada, a Giada stessa, finché non rimase sola con lei, erano in uno di quei parchi come ce ne sono in molte città, si strinsero in un abbraccio stretto e intrecciato dopo essersi lungamente scrutate e sedotte, caddero per terra. E per terra trovarono Moira priva di vita il mattino seguente davanti alla finestra aperta della sua stanza, in quella casa per studentesse accanto ad una Chiesa sconsacrata.

sabato 27 ottobre 2007

Nodi

Il silenzio sostituì i rumori che abbondantemente avevano disturbato la scena fino a quel momento. Nella buia e gremita stanza scomparvero i presenti, ma non uno alla volta, si dileguarono tutti in un soffio, insieme. Intanto un gesto amplificava sentimenti interiori nascosti e ormai difficili da spiegare. Storie intrecciate passate si muovevano tra ricordi superficiali e lontani nonostante recenti. Si chiedeva come poter trovare il modo di farsi capire.
Se c' era qualcosa che la faceva impazzire erano i segreti, ma come raccontare? Come fare? Come dire? Intanto la gigantografia dello sguardo spiazzava le parole e il vento nelle mani allontanava i capelli, e le bocche si sfioravano tra un tango e un valzer, tra il sole e la luna, bagnate ed asciutte al contempo, lontane, vicine, serrate. Dalle braccia un rosso color tramonto o sole di prima mattina, forte, intenso, rendeva la pelle di un colore luminoso. Si sentì lo scrosciare di un Autunno che da mille e più secoli era arrivato malinconicamente, e anche stavolta era stato puntuale sul palco, e fiero della sua devastante dolcezza tramortiva chi c' era e sentiva. Ci si sentiva pungere all' interno proprio sotto lo sterno da una strana piacevole sensazione. Mille limoni verdi alla gola non avrebbero mai fatto lo stesso effetto.
Poi il ricordo di un tonfo e un dolore lacerante alla testa, la vista annebbiata e intorno il calore dell' Estate e la gente in cerchio a curiosare lo svenimento di una donna in pieno centro storico in una città assolata del Sud e capì d' aver sognato.

venerdì 26 ottobre 2007

Che Topo Gigio si nasconda: sto arrivando! Gni ih hi (risata malefica e gobbuta)

Ultimamente sembra che molte donne si sentano illuse, deluse, tristi, in preda a sogni irrealizzabili e all' immaginazione.
Quando ero io a dire frasi di questo tipo venivo presa per povera illusa.
E va be', la vita è così: oggi a te, domani a tié!
Va bene, ci sto: sono il Grinch, perfida, cattiva e, soprattutto, godo nel mettere paura a voi poveri mortali che non vedete al di là del vostro naso.
Tanto io lo so che sono pure più buona di Giovanni Muciaccia, ma se non si capisce vorrà dire che la mia vita sarà tutta colorata e piena di colla vinilica anche senza i giudici che non sanno giudicare.
Sì, questa è proprio cattiveria!

giovedì 25 ottobre 2007

Renato Zero - Voyeur

Così non va.

Ma perché?

"Niente paura c' è sempre un Alfred per ogni bambino"

E se lo dice la Cristina d' avena...



'Mi raccomando' si raccomanda ogni volta in cui entra in un nuovo luogo, in un' aula per fare esami, o ad una lezione quando arriva in ritardo. Si dice 'cara vestiti in maniera poco vistosa, pochi colori e abiti conformisti e ordinari ma che più conformisti ed ordinari non si può'.
Detto questo, apre l' armadio, afferra un maglione di lana nero a dolcevita, un paio di jeans blue, gli stivali in nero perfetto da abbinare al maglione, e il suo giubbotto nero.
Si dirige verso la fermata dell' autobus: mezz' ora di ritardo. L' arrivo è previsto per le ore 9:45, ma la previsione non è azzeccata. La lezione è alle 10:00, lei mette piede in aula alle 10:35.
Entra facendo meno rumore possibile, sbircia appena per vedere chi è il professore, avanza piano piano senza farsi notare, sale i gradini (gradoni) uno per uno, non chiede alle colleghe se il posto accanto è libero per non disturbare ulteriormente la lezione, arriva ad una sedia vuota al margine della fila e si siede accanto ad una simpatica collega. Ce l' ha fatta: è entrata in ritardo e non è stata notata.
Il professore fa capire che nel corso delle due ore interpellerà i suoi allievi per tenere una lezione compartecipativa. I ragazzi non sono felici. Lei tantomeno.
L'aula è piena di gente.
Il professore guarda l' ala in cui lei è seduta e dice che non chiederà nulla a nessuno di loro perché pensa che siano tutti degli inglesini provetti (probabilmente, forse, non so, ci devo pensare), si gira verso una ragazza bionda seduta dalla parte opposta e le fa fare una figura "barbina" davanti all' aula.
In seguito, continua a spiegare e chiedere ai ragazzi questo o quell' altro verbo arcaico che alla terza persona invece che la "s" aggiunge "th", ma ad un tratto... guarda nella sua direzione, il cuore batte a mille, il professore menziona un paio di occhiali, menomale, tira un sospiro di sollievo: lo sguardo è per la ragazza immediatamente dietro. Figura pessima scampata.
E invece no, il professore sale sulle scale perché non sente la collega, in realtà la collega non ha saputo rispondere.
Riscende, si blocca accanto a lei, la fissa, lei sibila un 'ehm... che c' èèè???' Il prof. le chiede: 'signorina, ma lei è a lutto?' Lei pensa: 'Rouge... Rouge... ROUGE E CHE DIAMINE! La prossima volta vestiti di rosso!', ma risponde di no, alché al prof. viene la deliziosa idea di farle un complimento con sfondo trappola: 'il nero le si addice, bene... mi saprebbe dire come si traduce in inglese la frase <<il nero mi si addice>> ???... facciamo una bella lezione di linguistica' poi aggiunge ' non si faccia cogliere da un attacco di panico, stia tranquilla', ghigno spaventoso del tipico professore che sa: loro sanno sempre, come facciano non so, ma loro sanno.
Lei si arrampica su uno specchio oleoso, ma l' olio versato è "Cuore" e oltre a farla scivolare le fa saltare pure la staccionata della risposta giusta: To wear well non è esatto. Chiede anche agli altri e nessuno sa rispondere. In maniera confortante dice alla classe che bisogna conoscere l' inglese di un certo livello e non quello dell' Isola dei famosi.
Nel frattempo un collega ride, il mio nuovo professore - mito lo guarda e chiede a lui di tradurre, il ragazzo dice che non sa nemmeno lui la forma esatta, ma azzarda un "good... " e qualcos' altro, il prof. lo guarda e fa: 'questa non va bene nemmeno per l' Isola dei famosi'.
Dopo tutta la lezione alla nostra amica rimane impressa una frase del professore:

'ragazzi ma guardate che non dovete avere paura, adesso non vi mangio... adesso, all' esame invece!'

E questo sì, ch' è rassicurare la gente...

martedì 23 ottobre 2007

Arriverciao.

Buona giornata, buono studio e buon lavoro e se non dovessimo rileggerci ci becchiamo dall' oculista.

Sono momentaneamente assente per motivi di studio chi volesse lasciare un messaggio lo faccia dopo il segnale acustico, se non doveste sentire alcun segnale acustico vuol dire che non è una segreteria o ci becchiamo dall' otorino.

Ciao mondo.

La parabola del Cielo Azzurro

A quel tempo la gente andava e veniva da luoghi lontani, sognando Mari e bramando cieli. Quando il sogno era verso il Mare tutti indossavano costumi e giungevano là, fra onde, spiagge, e, soprattutto, scogli. Ma quando per disgrazia anelavano Cieli bisognava prendere un aereo, o diventare un pilota o bestemmiare per essere nati uomini e non fringuelli.
Allora chi sognava il Cielo se non riusciva a raggiungerlo si limitava a guardarlo. Solo che in molti nell' impossibilità di poterlo guardare si limitavano ad osservare il soffitto. Solo, che quando credevano di avere trovato la serenità, il Cielo mandava giù un temporale per scoprire il soffitto e farsi vedere in tutto il suo luccicare di arcobaleni.
Allora la gente si convinceva che era colpa del soffitto che era malandato, che non servivano le riparazioni e che non era casa che faceva al caso loro...
La gente trovava grossi alibi pur di stare sotto il Cielo Azzurro, ma persi nell' ammirazione, il Cielo si stancava, s' ingrigiva e mandava pioggia, suggerendo di ripararsi sotto un qualsivoglia ponte ché a lui non importava più di mostrarsi gentile, ormai l' adorazione che aveva ricevuto gli era bastata. Così le persone, a quel punto, bagnate dalla testa ai piedi, o si buscavano un raffreddore o morivano di polmonite.

Morale della parabola:
Non ne viene mai niente di buono quando ci si avvicina a qualcuno per gelosia. Il non essere più al centro dell' attenzione, spesso, provoca una sorta di voglia di rivalsa. Ed è capitato a tutti (o quasi) di voler dimostrare di essere i migliori. Solo che in tutto questo gioco del mostrarsi e del combattere con le proprie insicurezze c' è sempre qualcuno che ci rimette...

Morale della morale della parabola:
Bisogna ragionare sull' utilità degli ombrelli grandi, perché anche se non sono un grosso aiuto contro il freddo, almeno lo sono contro la pioggia voluta dal Cielo e, soprattutto, non ti fanno annacquare i pensieri!

Il consiglio:
Dopo aver ragionato sarebbe bene anche procurarseli.

sabato 20 ottobre 2007

Diana

Una mattina né calda né fredda, Diana studiava in facoltà.
Sapeva che era nei dintorni, e ogni volta che accadeva sentiva la pesantezza dell' essere un corpo e avvertiva distanze anche minime come se fossero immense, irraggiungibili.
E quel giorno era così, la forza di gravità e lo spazio circostante la rendevano irrequieta.
Mentre era fisicamente in una collocazione inaccettabile, Diana abbassò lo sguardo sul libro e cerchiò alcuni versi delle "Rimas" di Bécquer.

"Por una mirada, un mundo;

por una sonrisa, un cielo;

por un beso... !yo no sé

qué te diera por un beso!"

Versi ormai banali che è meglio non dire ma solo sentire, pensò.
Si alzò dalla sedia e raggiunse il balcone per fumare. Era il caso di farlo, di stare un po' sola con se stessa e riflettere.
Tra sigarette e nuvole, sentì il fumo raggiungerle i polmoni, e sfiorarla dentro.
Allora Diana guardò la sua sigaretta e si mise ad osservare il fumo che le usciva dalla bocca che misto al suo respiro andava disperdendosi nell' aria. E quanta aria era uscita fuori dal suo corpo?! E cosa n' era stato? Aveva ucciso qualcuno con il suo fumo passivo? Fin dove era capace di arrivare? Come al solito persa in domande a cui non poter dare una risposta pensò che magari una volta, una volta soltanto l' aveva raggiunto.


[per l' immagine http://www.motiongraphics.it/?s=piaff]

venerdì 19 ottobre 2007

Cedo l' ultimo numero di "Curiosità". In allegato trovate il fascicolo "Socializzazione? Che fastidio!"

Ormai ho anche il doppione e il triplone di questo numero. Ve lo cedo alla modica somma di zero euro: è tutto gratuito, dentro troverete le indicazioni su come acquistare il nuovo numero in cui troverete lo speciale "Internet fomenta l' amore platonico", interessante guida al suicidio o utile mezzo di autodistruzione per pc.

giovedì 18 ottobre 2007

Traumi infantili mai superati

Tra i cartoni animati che mi hanno segnata irrimediabilmente una menzione speciale va a "Candy Candy", che non amavo eccessivamente ma che come una droga soap-operiana s' insinuava sotto la mia pelle, e partiva per endovena in circolo tutti i giorni. Era una droga colla, e si rimaneva per mezz' ora incollati allo schermo.
Ma com' era questo cartone animato? Chi erano i personaggi? Qual era la loro missione?
Di seguito, alcune risposte ai vostri (ingiustificati) perché...

I preferiti

  • Candy era un personaggio simpatico, buono, altruista, un vero tesoro.
  • Miss Pony e la suorina anche loro... deliziose.
  • Patty, eccezionale.
  • Irisa: che capelli, una ragazza dal carattere forte, velenoso, ma che capelli aveva!
  • Arcie: un damerino carino carino (ho fatto pure la rima baciata a stampino!)
  • Steve (o Stear): un angelo.
  • Flanny: tale e quale a wonder woman, che donna!
  • Zia Enroy: classico personaggio cattivo che alla fine si redime. Mi sta bene.

  • Albert: e con un principe così sulla collina, chi non vorrebbe essere un senza tetto?! (Io)
    • Gli indefiniti:

    • Antony: Mah. Inizialmente mi stava pure simpatico, ma era scialbo, morto. Sì direi che era proprio morto.
    • Neal lo avrei visto bene come lustrascarpe, la parte inferiore delle scarpe, anzi, meglio, l' avrei visto bene a fare il mestiere dell' estirpa big bubble, un lavoro inventato apposta per lui.
      • L' ipocrita:

      • Anny: meglio la solitudine in un convento per monache di clausura piuttosto che averla tra i piedi.

      • E poi c' è un fuori categoria, un personaggio che io adoravo, ma che mi deluse profondamente, sì, parlo di Terence. Lui così ironico, dolce, divertente, determinato in apparenza... poiché sprovvisto di aggeggi rotondi coi quali a volte giocare anche a golf (mi sa di no) finì col mettersi con Susanne senza amarla.
        Da quel momento nulla per me è stato più uguale. Non so quando mi riprenderò dallo shock, né se mi riprenderò mai. Ma Terence resterà sempre l' uomo enigmatico che cercherò per tutta la vita. E' un trauma insuperabile.
        A causa di traumi sottovalutati come questo si pagano le conseguenze per sempre.

        mercoledì 17 ottobre 2007

        Io

        Io voglio essere sexy.
        Io voglio non essere perennemente arrabbiata.
        Io voglio rispondere con un battito di ciglia a chi mi stuzzica.
        Io non voglio mandarlo in ospedale.
        Io non ho mai mandato nessuno in ospedale.
        Io in ospedale ho conosciuto una vecchia che non mangiava il formaggio e suo figlio glielo faceva mangiare spacciandolo per patate.
        Io voglio non essere inquietante.
        Io sto scrivendo un post tipico di una squilibrata.
        Io nei test psicologici raggiungo sempre il profilo equilibrato. Evidentemente i test sono sbagliati.
        Io voglio prendermi la casa a Catania quest' anno.
        Io quest' anno se prendo casa a Catania corro il rischio di restare da sola tutto l' anno e di tentare il suicidio.
        Io non mi suiciderò mai perché poi direbbero di me che sono squilibrata e poi perché i9 ragni che sogno la notte avrebbero di che cibarsi...
        Io ho l' aracnofobia.
        Io ho la formicofobia.
        Io ho la blattitofobia.
        Io ho la gattitofobia.
        Io non ho proprio niente da fare stasera e si vede proprio.
        Io mi sento frustrata.
        Io mi sentirò meglio se mi iscriverò ad un corso di karate.
        Io non sopporto le ragazze che tampinano i ragazzi. Quelli che già tampino io.
        Io bevo cocacola e dopo ho problemi di respirazione...
        Io torno sempre indietro e ogni volta torno indietro inutilmente.
        Io devo farmi cementare i piedi.
        Io se mi faccio cementare i piedi poi avrò problemi a conciliare il sonno.
        Io sto scrivendo il post più idiota che abbia mai scritto. E ne ho scritti di posts idioti...
        Io se rinasco voglio essere un maschio.
        Io se rinasco voglio essere un mollusco.
        Io se rinasco vuol dire proprio che l' Altissimo mi vuole male.
        Io se non andassi ogni notte prima di un esame a letto alle tre e mezza, l' indomani mi alzerei in tempo per prendere l' autobus.
        Io se riesco a capire che ***** voglio fare da grande, finalmente scelgo dove fare lo stage.
        Io ho la possibilità di utilizzare internet per dare il mio contributo a rendere il mondo migliore, ma per renderlo più vivibile c' è anche bisogno di porre fine alla disoccupazione: c' è nessuno che mi offre un lavoro???
        Io mi sono triturata abbastanza e se siete arrivati a leggere fino alla fine sarete sicuramente abbastanza triturati anche voi.
        Scusa.

        lunedì 15 ottobre 2007

        Tragicommedia in cardiologia.

        Ed io quel tardo pomeriggio piansi.
        Piangevo e non riuscivo a smettere di farlo, e piangevo per conto mio.
        Piangevo e non la smettevo. Poi ad un tratto tirai fuori un fazzoletto dal suo pacchetto e mi asciugai gli occhi, e sulla carta man mano che la lacrima vi si espandeva, si formò un cuore... Sorrisi, risi e mi derisi.



        Penso a tutte le volte in cui ho pianto fragilmente scontrandomi contro il vetro più gelido e spietato e ora capisco, ora so che c' era una maniglia in quella lastra ma veniva nascosta da una mano. Non dovevo aprirla io la porta. Ora lo so. E' solo che spesso sono cocciuta quando non ottengo quel che voglio. Non so perdere. Non so perdere ma ho pianto cuori. Perfettamente incoerente come da copione. Solo che per quanto incoerente io avrò sempre una positiva caratteristica da "sfoggiare" sul mio palcoscenico: senza suggeritori o autori, io scrivo le mie pagine, con coraggio e forza, e di figure da sottosuolo ne ho fatte negli ultimi tempi e mi sono resa protagonista in "quella" tragicommedia che mi ha voluta un personaggio tristemente grottesco e comicamente solo. Ma ho ricordi dal camerino, quando mi veniva a trovare chi mi conosce al di là di quella rappresentazione e grazie a loro mettevo giù quella maschera ed ero la stessa di sempre col sorriso sulle labbra, ed è quello l' unico cuore che voglio davvero vedere.
        Sul palco faccio ridere chi non avrà accesso al dietro le quinte, ma per fortuna, io non sono Sybil Vane.

        domenica 14 ottobre 2007

        Premonition

        Il programma del mio Sabato avrebbe dovuto essere contrassegnato dalla mia immagine china sul libro di letteratura, a studiare, e di tanto in tanto dare uno sguardo al computer. Ma, verso sera mi ha chiamata Lorena e mi ha proposto di guardare un film a casa sua. Ci siamo riuniti con i ragazzi e abbiamo visto Premonition. Non la versione giapponese che avevamo già guardato, ma la nuova, interpretata da Sandra Bullock. Non ho mai visto un film tanto deludente come questo. Non che mi aspettassi di vedere un "capo-lavoro" ma nemmeno un "disoccupato sessantenne"...

        Ma in tema di premonizioni, di destino, di brividi di freddo, stasera non poteva che succedere...

        Appena terminato il film, i ragazzi hanno proposto di uscire e andare a fare un giro. Ho accettato nonostante fossi senza la giacca, ho detto di sì nonostante un esame alle porte, sono uscita nonostante il mio fortissimo raffreddore e nonostante la pioggia...
        Sono uscita e chi ho incontrato?! L' unica persona che non mi sarei mai aspettata di vedere. E l' altro, sì, l' altra "mente" che va in giro con lui m' ha guardata in modo sorpreso, come per dire che era strano che io fossi là.
        Certo, è strano... O casomai è più strano che io nella MIA città incontri chi non ne fa parte?

        A volte capitano delle situazioni curiose, non cercate, ma se capitano o è colpa del destino o sono delle pure coincidenze oppure sono delle coincidenze che sbagliano orario e binario.

        sabato 13 ottobre 2007

        Tu ce li hai i poteri?!

        Mi sono stati concessi altri giorni per preparare l' esame.

        Non so bene come funzionano alcune cose, per esempio: prima di un esame io prego affinché succeda qualcosa che mi lasci più tempo per studiare et voilà... l' esame si sposta per volere dei professori e senza bisogno che io lo chieda.
        Non ho mai chiesto un preolungamento, o forse una volta, non ricordo, di solito, gli esami vengono spostati per motivi a me estranei.
        L' aspetto meno gradevole è che alcune volte in cui è successo, ai professori sono capitati episodi poco carini che li hanno portati a spostare le date. Ma anche se io non avevo pregato affinché su di loro piomabasse un cataclisma... ne consegue che se i professori sapessero a cosa penso intensamente per sette giorni consecutivi prima della data degli esami, io col cavolo passerei... !

        Il giorno dell' appello si sentono sempre persone esultare e persone disperarsi. Io di solito sono tra coloro che esultano. Quelli che si disperano cercano qualcuno che possano fare il cambio con loro per poter fare l' esame il giorno stesso.
        Alla frase "così mi tolgo il pensiero" preferisco "così ho più tempo per studiare meglio".

        Dato che tutto è relativo, potrei essere un portafortuna ambulante per qualcuno e una jettatrice per qualcun altro. Solo che le mie preghiere funzionano fino al giorno dell' appello, poi la fortuna mi abbandona, perciò mi sa che tutto capita al di là del mio volere...

        E mannaggia ai cataclismi... vado a studiare.

        venerdì 12 ottobre 2007

        Sfogo semi intimo e semi personale

        E' da qualche giorno che vorrei scrivere, ma non posso condividere alcuni pensieri con qualcuno che non sia me stessa. Ho pensato di chiudere il blog, ma per la prima volta, mi sono affezionata alla combinazione di colori e alle cosucce che ho scritto.
        Nel vecchio blog, scrivevo e cancellavo gli interventi con la stessa rapidità con cui Speedy Gonzales raggiunge il formaggio, e ora non riesco affatto a farlo.
        Aspetto solo che in uno scatto di follia istantanea mi scivoli il dito sul pulsante "elimina blog", perché so che prima o poi accadrà e se non succederà vorrà dire che in me è cambiata qualcosa...
        mah, sarà, invece, che non rileggo spesso le vecchie cose che ho scritto o che ogni tanto vado a modificare i posts vecchi e mi faccio passare il desiderio di disintegrarlo (lo confesso), magari è per questo che non faccio ancora fuori il mio blog.

        Ad ogni modo, questo post è nato per essere uno sfogo semi intimo e semi personale ma di sfogo ha poco, di intimo nulla, e di personale qualcosa, ma penso che si fosse già capito. Ma d' altronde è o non è un blog del tempo perso?! Sì. E allora??? Niente.

        martedì 9 ottobre 2007

        Oroscopo del mese

        Mia sorella ha pensato di comprare a mia nipote il numero di Barbie Magazine del mese. Tale magazine è dotato di fumetti, figurine, due pagine dedicate a come costruire un vestitino per la Barbie, una sezione per i giochi, e l' oroscopo.

        L' oroscopo mi ha incuriosito, perché ho pensato: ma in un giornaletto per bambine cosa mai potranno inserire nell' oroscopo???
        Premesso che io non credo negli oroscopi ma non resisto e li leggo sempre per curiosità, anche stavolta ho voluto leggere il mio. Stavolta più che mai. Caspita, in un giornale per bambine (ribadisco: per bambine!) cosa scrivono?!
        ______________________

        Pesci
        (20 feb. - 20 mar.)
        Che mese sarà? Di belle favole.
        Da leggere e scrivere
        nel quaderno dei pensieri.
        Le stelle segnalano una
        grande attività creativa.
        Tenetene conto e... Chissà!

        Incontri... a casa dei nonni.

        Felicità sarà...
        Disegnare con la musica.
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        Alché mi sono detta: beh è normale che in un giornale per piccolissime scrivano qualcosa del genere, gli incontri a casa dei nonni per una bambina mi sembra che siano normali.
        Se fosse stato un giornale per adulti mi avrebbero sicuramente detto, che ne so... incontri all' università.
        Quindi ho dato una sbirciata agli altri segni.

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        Acquario
        (21 gen. - 19 feb.)
        Che mese sarà? Di dolci inviti e simpatiche festicciole.
        Che vi distrarranno dai problemi
        scolastici, ma che vi offriranno
        l' occasione per rilassarvi!

        Incontri... quasi sotto le stelle.

        Felicità sarà...
        una mano nella tua.
        _________________________

        E allora ditelo che è una congiura!



        [Tutto ciò mi ricorda un sms che circolava qualche anno fa nel periodo "Christmas card"
        l' sms diceva così:
        ' salute: gli astri ti sorridono;
        lavoro e denaro: gli astri ti continuano a sorridere;
        amore e sesso: gli astri sono piegati in due dalle risate.']

        lunedì 8 ottobre 2007

        L' albergo dei miei ricordi ospita sogni e nostalgie

        Stasera i miei pensieri viaggiano attraverso il tempo e lo spazio.
        I miei ricordi sfiorano una notte passata a casa mia, notte passata a pensare ai precedenti funerali in famiglia, quelle notti in cui una persona cara aveva dormito a casa mia (prima che si sposasse e prima che lasciasse la vita), a ricordare notti vissute tra cugine a raccontarsi delle proprie paure, a parlare delle foto e delle sensazioni che suscitano quando appartengono ad un defunto... Quella notte pensavo che adesso lei era altrove e la notte, la veglia, stavolta era per lei e ora, che impressione faceva guardare i suoi occhi in una foto?!
        E' strano quando ti abbandona qualcuno a cui non riesci a dare migliore collocazione che non sia la vita. Ci sono persone che hanno la socializzazione nel sangue, che ti mettono sempre in condizione di parlare con la loro aria sicura che rassicura.
        Eppure ci sono anche altre persone al mondo che non parlano mai, ridono poco, si aprono quando sentono di potersi fidare e poi dànno il loro cuore, e allora mi viene da pensare che se non nasciamo tutti uguali e che se lottiamo per un posto tra la gente l' unica speranza è di non dovere buttare sangue dalla fronte prima di riuscirci.
        La vita non è semplice per nessuno, però, per qualcuno è più difficile. Alcune persone si bloccano davanti ad uno sguardo più severo, davanti ad una battuta "fuori posto", e rimangono da sole. Altre persone vengono isolate anche dalle persone che dicono di essere religiose ma vanno in giro fiere di sé dopo una felice mattinata trascorsa in chiesa e poi parlano a certa gente per pena e si nutrono dei loro stessi pregiudizi. Non credo che le persone abbiano bisogno della pena degli altri. Ma non credo nemmeno che ignorarsi porti a qualcosa.
        Invidio gli animali e i rapporti che instaurano tra loro.
        L' illuminismo predicava che noi uomini ci distinguiamo dagli animali per la ragione... la ragione è prendere un libro e studiare?! La ragione per me è (forse) la consapevolezza di aver studiato e aver capito qualcosa in più sul genere umano e sul mondo. La ragione dovrebbe renderci migliori, se non altro renderci chiaro che far soffrire gli altri non è d' aiuto né a loro né a noi.
        Il Romanticismo, invece, voleva che ci distinguessimo per i sentimenti. E se tra ragione e sentimenti provassimo a non distinguere sarebbe davvero follia, non è così?!
        C' è una persona da qualche parte nell' universo di cui non ho voglia di sapere più di quel che so già, ma a cui auguro un futuro brillante se non quanto una stella grande quanto l' intero firmamento. La stesso auguro a me che passo il tempo un po' perdendomi in me stessa e un po' cercando di non perdere il tempo stesso, e ogni lacrima che ho speso a vuoto spero che colmi tutti i giorni che verranno in modo da non doverne versare delle altre.
        In questo preciso istante ho realizzato che non ho bisogno di niente, sto studiando, e se da Lassù nessuno vorrà darmi un fischio per farmi avvicinare, coi miei tempi, un po' persi e un po' no, riuscirò a brillare anch' io.



        "Butterò questo mio enorme cuore tra le stelle un giorno,
        giuro che lo farò,
        e oltre l'azzurro della tenda nell'azzurro io volerò.
        Quando la donna cannone d'oro e d'argento diventerà,
        senza passare dalla stazione l'ultimo treno prenderà.
        E in faccia ai maligni e ai superbi il mio nome scintillerà,
        dalle porte della notte il giorno si bloccherà,
        un applauso del pubblico pagante lo sottolineerà
        e dalla bocca del cannone una canzone suonerà."


        Da "La donna cannone", Francesco De gregori.

        domenica 7 ottobre 2007

        Senza parole

        Una sconosciuta su messenger: "Guarda che ho parlato con ******* e se ne va dicendo in giro che gli vai appresso, mi ha anche dato il tuo contatto... stai attenta e non dargli confidenza".

        Non so chi sia questa persona e nemmeno se ciò che ho letto è vero e nemmeno m' interessa saperlo. So solo che la povertà interiore di certe persone non ha confini. In giro c' è troppo schifo.

        Se diventerò madre penso mi verrà un' ulcera...

        Personaggi: Federica - anni nove
        Io - anni ventiquattro


        F: ma chi deve essere il maschio a corteggiare la femmina o il contrario?
        I: tu aspetta sempre e non farti mai avanti finché lui non ti avrà fatto capire che sei l' unica e sola a cui è interessato, ed anche in quel caso non esporti semmai non te lo dice chiaramente, e non fissarti con nessuno...
        F: poi io mi metto il rossetto e gli piaccio di più (detto con un viso pulito e un sorriso dolcissimo)
        I: guarda che non avrai bisogno di rossetti, sei bellissima così come sei!
        F: lo sai?! Una volta la mamma mi ha fatto i capelli con la schiuma e sembravo Ermione...
        I: e avevi il rossetto sulle labbra?
        F: no...
        I: allora lo vedi che non ne hai bisogno?
        F: nella mia classe c' è un mio compagno che piace a tutte (con il sorriso compiaciuto)
        I: NOOOOOOOOOOOOO! (evidentemente senza sorriso compiaciuto)
        F: no, davvero ci piace...
        I: non ne hai altri compagni più intelligenti? In classe ci sarà qualcuno più carino...
        F: non come lui... lui fa ridere tutta la classe!

        Che fortuna... lui fa ridere tutta la classe, tra qualche anno la farà pure piangere la classe, ma menomale che alle medie cambiano i compagni, menomale, ché tanto di pagliaccio ce n' è sempre uno per ogni classe.

        Menomale stica***!

        sabato 6 ottobre 2007

        Cosa vi manca per essere perfetti?

        Fermo un attimo il presente e mi metto a pensare al passato, scorgo di qua e di là nei ricordi delle immagini: un pomeriggio tranquillo ad Aosta, una passeggiata in macchina fino alle cascate di Lillaz, i suoi occhi azzurro cielo e la prima volta che li ho visti.
        Per un periodo ho pensato che mai avrei potuto essere più felice di com' ero. Avevo paura che tutto finisse, perché i periodi della vita sono sempre alterni, non sempre si ride e non sempre si piange. Aspettavo il momento del pianto e sapevo che sarebbe arrivato.
        Chiamatele profezie auto-avveranti, chiamatelo istinto di donna, chiamatelo come vi pare, ma io me lo sentivo e così è stato, esattamente come l' avevo immaginato. Terribile.
        Un momento perfetto è solo un momento che in maniera perfetta si trasforma di continuo in qualcos' altro.

        Ogni tanto mi perdo a pensare alla perfezione e a cosa sia e se Dio esiste.
        (Spero non vi venga il mal di testa perché sto per rendervi partecipi dei miei pensieri: resistete per favore sono solo pochissime righe)

        Io credo che l' uomo è perfettibile e non perfetto, ma in quanto perfettibile è in grado di perfezionarsi. Dunque l' uomo può essere perfetto. Ma se l' uomo diventa perfetto e la perfezione è Dio, l' uomo è Dio. E allora saremmo sommersi da Dèi.
        Supponiamo per un momento che Dio esista, diamo per vero che Dio ha detto che gli ultimi saranno i primi e che pertanto se soffrono in quanto ultimi un giorno troveranno la gioia.
        Allora: ci ha creati imperfetti e perfettibili, ci ha resi perennemente insoddisfatti, e qualora fossimo convinti d' aver trovato la perfezione d' improvviso ci troveremmo a chiederci se la perfezione è davvero quella che abbiamo trovato. Perché la natura dell' uomo vuole che egli desideri... e desideri sempre l' indesiderabile.

        Nel momento in cui l' uomo non ha più nulla da desiderare che succede??? Muore? Per cosa combatte?

        Da qui mi viene una domanda che nella mia testa ha un' attinenza con il discorso:
        Avete mai conosciuto un uomo che fosse felice di tutto quel che ha: ricchezza, bellezza, intelligenza, creatività, fascino, ottimo umorismo, serietà, che fosse spigliato, estroverso, profondo, igienicamente perfetto, altruista, sicuro di sé, deciso, forte, sensibile, paziente, mai irascibile, sarcastico, amabile, colto, che conosca l' amore e sappia amare, che non cercasse una donna ma non rifiuterebbe di trovarla?!

        Se la risposta è sì allora avete conosciuto un essere che reputo perfetto.
        Quando me lo presentate?

        venerdì 5 ottobre 2007

        Natale - Francesco De gregori

        [Ho voglia di lasciare questa canzone nel mio blog. So che non è Natale, so che lo sarà tra un paio di mesi. Lascio questo testo per chi lo sentirà un po' suo o per chi non lo guarderà neanche.
        Ma è da un po' che ho una frase di questa canzone bloccata nella testa e ho deciso di liberarla... ]

        Natale

        C'è la luna sui tetti e c'è la notte per strada
        le ragazze ritornano in tram
        ci scommetto che nevica, tra due giorni è Natale
        ci scommetto dal freddo che fa.
        E da dietro la porta sento uno che sale
        ma si ferma due piani più giù
        è un peccato davvero ma io già lo sapevo
        che comunque non potevi esser tu.
        E tu scrivimi, scrivimi se ti viene la voglia e raccontami
        quello che fai
        se cammini nel mattino e ti addormenti di sera
        e se dormi, che dormi e che sogni che fai...
        E tu scrivimi, scrivimi per il bene che conti
        per i conti che non tornano mai
        se ti scappa un sorriso e ti si ferma sul viso
        quell'allegra tristezza che c' hai.
        Qui la gente va veloce ed il tempo corre piano
        come un treno dentro a una galleria
        tra due giorni è Natale e non va bene e non va male
        buonanotte torna presto e così sia.
        E tu scrivimi, scrivimi
        se ti viene la voglia e raccontami quello che fai
        se cammini nel mattino e ti addormenti di sera e se dormi, che dormi e che sogni che fai.

        (Francesco De Gregori)

        "Prendila così, non possiamo farne un dramma"

        L' ho detto che oggi avrei trovato tutto ciò che cercavo, e i miracoli non capitano per caso...
        Cavolo, quelle dispense di letteratura spagnola le carcavo da una vita!

        giovedì 4 ottobre 2007

        Domani

        Domani avrò una miriade di cose da fare tra l' università, lo studio e le altre commissioni.
        Non avrò tempo per nessuno ma so già che mi verrà il torcicollo a furia di cercare. E chissà perché tutto quel che si cerca è sempre così tremendamente difficile da trovare...

        Qualcuno ha scritto: "Ciò che cerco io non cerca me".

        E se per una volta santa e benedetta non fosse così?! Solo una, non è poi un miracolo inconcepibile, non chiedo di svegliarmi ad Hong Kong dopo essermi addormentata in un letto cileno.

        (Le delusioni si possono riciclare? Magari mi ci faccio un cappotto nuovo. Magari... )

        mercoledì 3 ottobre 2007

        Intorno alle 16:00 visito il blog di chi è intento a guardare la tele...

        Questo è l' unico post che dedicherò alla faccenda e non me ne vogliano a male coloro i quali sono soliti fare ciò che tra un po' descriverò.

        Si dà il caso che un possessore di blog X abbia l' opportunità di parlare di argomenti A - B- C -D - E- F- G - H - I - J- K - L- M- N- O - P- Q -R- S - T- U - V- W- X- Y- Z.
        Si dà anche il caso che tale X racconti piuttosto bene qualsiasi cosa gli passi per la mente, che abbia un gusto raffinato per qualsiasi argomento si trovi a trattare e lo sappia descrivere con giuste e soppesate parole.
        Si dà il caso che X segua uno stile particolare in cui, preferisce parlar male con buon gusto di qualcosa che non lo aggrada affatto.
        Si dà il caso che come X anche tutto il resto dell' alfabeto faccia più o meno la stessa cosa.
        Si dà il caso che l' argomento principale dei tre quarti dei blogs che ho letto in giro riguarda la televisione e i personaggi televisivi.
        Il modo in cui se ne parla non è mai amorevole. Verso i suddetti oggetti - soggetti si nutre astio.
        Eppure: tutti conoscono a memoria nomi, cognomi e spostamenti.
        Sanno anche più di quel che dovrebbero sapere, e, soprattutto, mentre ti racconteranno che a loro non importa nulla di quelle trasmissioni (alle quali non voglio nemmeno fare ulteriore pubblicità citandole) faranno gossip, ma non gossip terra terra, come quello che sto facendo io, in cui non faccio nomi (non me ne vogliano i gossippari), loro fanno scivolare le dita sulla tastiera scrivendo l' inferno di notizie, a cui nessuno in teoria è interessato, ma di cui praticamente sembrano essere informati proprio tutti e sembra che aspettino con la bava alla bocca che se ne parli e che se ne parli male, soprattutto, perché il blogger serio quando parla male di qualcosa o lo fa bene o non ne parla, perciò guarda in tv qualsiasi programma... giusto per diritto di cronaca.

        Io penso che l' aspetto migliore dell' avere un blog sia parlare liberamente di ciò che si vuole, e se qualcosa mi fa orrore in un contesto differente da internet, che motivo c' è di portarlo pure dentro al blog?!

        Non so, forse sono strana io ma a me di "citare" una persona con cui non ho niente a che fare e che spende il suo tempo a pomparsi i muscoli per farsi guardare dalle vecchiette in vedovanza nei tediosi pomeriggi autunnali, proprio non mi interessa. E poi non ci sono solo le vecchiette che rappresentano il minore dei mali, ma volete mettere il rischio di guadagnare qualche lettrice giovanissima che lo cercava con Google... !?
        Ma chi me lo fa fare?! Preferisco i miei pochi fidatissimi lettori esimi estimatori...

        Loituma - Ieva's Polka (Original)

        Sono stanca di scrivere post senza senso per colpa di emozioni senza senso causate da inutili fantasie senza senso.
        Ho il cervello che mi scoppia. La scorsa settimana mi sono giocata un esame e se non mi metto a studiare adesso mi gioco pure l' opportunità di farlo la prossima settimana.
        La vita è toccare un tavolo e sentire un tonfo quando busso su di lui. Tutto il resto non lo è.
        Mi sento materialista oggi. Solo che non lo sono e che diamine!
        Vi lascio con un video di cui non so il significato ma che mi è sempre piaciuto, così vi esaurite un po' pure voi.

        Loituma - Ieva' s polka

        "MM mmmmmm MMMM"

        Cosa fareste se mmm mm mmmmmmmm che mmmmm mmmmmmm? E se poi mmmmmmmm mmm mmm mmm mm mmmmm mmmmmmmmmm solo mmm mmm e il giorno dopo mmm mmmmmm mmm' mmmmm?
        Se mm mmmmmmm capire mmm m' mmmmmmmmmm per mmmmmm mmmmm mmmmm mmmm?!

        Io mmmmmm mmmmm "mm mmm" m mmm mmmmmmm mmm' m mmmmmm mm mmmmm mmm' che m' mmmmmmmm, mmmmmm' mm mmmmm m poi perché mmmmmm mmm mm mmmmmmmmm mmmm m mmmmmmmmmmmm mmm mmmmm mmm mm mmmmmmm mmm mmm blog, mmmm, mm mmmmmmm mmm' romantica. Ma come faccio?

        E se mmm m' mmmmm mmmmmmmm mm mmmm mmm mmmmm mmmmmmmm più di prima???

        Mm mmmmm mmmmm mmmmmmmm... mmmmm mmmmmmmmm.

        "Ai posteri l' ardua sentenza"... mm mm mm mmmmmm mmmmm!

        martedì 2 ottobre 2007

        E se fosse un documentario sulla vita dei pesci?

        Mi sento come se fossi in alta marea e sdoppiata.
        Vedo dall' alto la scena: il mare piatto, in mezzo un' imbarcazione di legno con me sopra e tanta, tanta, tantissima quiete, il ché non mi sembra proprio da sottovalutare...

        Nei film horror quando viene raccontata una scena del genere, quel che segue è un coltello in primo piano che s' infilza nella schiena del protagonista, il quale poi muore inesorabilmente.
        Solo che in mare aperto, per arrivare qualcuno ad ammazzarmi e non accorgermene minimo dovrei aver perso l' uso dell' udito e della vista, oppure potrebbe arrivare un sottomarino, oppure l' assassino arriva cadendo da un paracadute, ma credo che lo sentirei arrivare, a meno che non arrivi nuotando, il ché visto e considerato che è una fantasia è pure probabile, solo che se cade con il paracadute in alto mare o è Houdini e si sgancia da solo o muore prima che possa uccidere me, oppure mi cade in testa e muoio io e poi lui, perché resta impigliato dentro la barca. Detto questo, comincio a capire perchè nei film horror il protagonista di solito si trova a casa o in un cimitero di notte, ma da ciò se ne deduce anche che i protagonisti dei film horror hanno dei seri problemi cerebrali.

        Nei film d' amore se la protagonista è donna e si trova in alto mare da sola e c' è la quiete tutt' intorno, è solo il preludio che un temporale sta per imbattersi su di lei e che la trasporterà su di un' isola deserta in cui sarà tratta in salvo da un principe fantastico, ma... ma se in alto mare tutto è quieto e non c' è nemmeno una nuvola e la protagonista dorme, ma quando lo fa il naufragio???
        Di sicuro morirà di stenti, mentre nel frattempo si maledirà per essersi ritrovata in quel posto sperduto per stare un po' da sola. E poi, diciamocela tutta... ma un principe su un' isola deserta mica ci va da solo, come minimo è già arrivato con il "suo ben da farsi" e se vede la naufraga la guarda e dopo un' attenta analisi la mettea versare champagne e pescare pesci.

        Nei film d' avventura una scena di quiete così nasconde mille insidie: arrivano i pirati, gettano l' ancora, rapiscono il personaggio principale, il quale a seconda del suo sesso, sarà trattato in maniera differente. Se uomo, verrà considerato dal capitano (dalla corazza croccante con un morbido ripieno al cioccolato) come un figlio e alla fine diventerà ricco dopo avere vissuto, però, un periodo d' insidie, in cui nessuno lo capiva, lo lasciavano vivere nella stiva e messo a fare i lavori pesanti (peggio di Biancaneve).
        Nel caso in cui fosse donna, farebbe cose inenarrabili e pazzesche con il più ganzo della ciurma, il quale alla fine costituirebbe un corpo di soldati ammutinati per far fuori il capitano zoticone e sporcaccione (sì sì) e alla fine s' impossesserebbe della sua benda nera per l' occhio e solo loro la sanno costruire così bene la benda nera per l' occhio (quelle della farmacia sono sempre bianche).
        Intanto la quiete sarà finita. Ma (anche qua c' è un ma), quei benedetti pirati hanno campato tutta la vita per trovare il tesoro dell' Isola del CavalluccioMarinoImpazzito e proprio quando hanno finalmente trovato la rotta giusta, si fermano per raccattare il naufrago??? E perché dovrebbero??? Quelli già sono morti di fame e di sonno appena lo vedono o se lo mangiano o gli dànno al volo una schioppettata giusto per divertirsi un po'...
        E poi che quiete sia. Per sempre.

        Insomma, io sono là sull' imbarcazione in alto mare ed è meglio che mi muovo e comincio a remare verso casa ché mi sono accorta di avere con me i remi, dopo un attimo d' amnesia mi sono pure ricordata che ho una famiglia che mi vuole bene e che il mio ruolo in questo copione è quello di raccontare, perché io sono il narratore onnisciente e mica tanto imparziale che non potrà mai essere il protagonista maschile di una storia per pirati (previo doppiaggio e controfigura, s' intende), e se qualcuno si deciderà a scrivere una storia sul narratore onnisciente mica tanto imparziale gliene sarò grata a vita.

        Ché nun se po' campa accussì!