domenica 30 settembre 2007

Lo stesso sempre di sempre

Guardava il carillon di vetro che aveva fatto suonare mille volte da bambina. Lo guardava mentre la camera veniva illuminata dalla luce bianca dei lampioni che filtrava dalle fessure delle imposte. Intorno era il solito blu profondo che accoglieva gli stessi oggetti di sempre, con la luce di sempre, coi rumori di sempre. Con lo stesso carillon statico sul comodino, di sempre.
Si decise e accese l' interruttore dell' abatjour che stava accanto al cuscino a sinistra del suo letto. Fissò la ballerina che stava dentro la vitrea scatola ed era identica alle altre volte in cui l' aveva guardata, fece partire la musica. Spense la luce, si girò dalla parte opposta e provò ad addormentarsi.
Dopo un po' non dormiva ancora, aprì ancora una volta i suoi occhi, e nuovamente prese il carillon in mano, stavolta non accese la luce, guardò il vetro che dalla luce riflessa era reso quasi specchio e si vide nella trasparenza di quell' oggetto musicale.
Vide la sua silenziosa ombra. Vide il suo sguardo incantato dalla musica, sentì il fruscìo delle lenzuola, fu colta da un brivido, si girò e si addormentò accarezzata da quella melodia.
Chiuse gli occhi e sognò il moto circolare di una giostra, la musica del suo carillon accompagnava la scena, e mentre la confusione di gente accalcava le strade, vide un pierrot in bianco e nero che lacrimava da sempre, da sempre... senza un perché.
La mattina seguente andò all' università e vide Pietro. Lo ignorò e continuò a camminare dentro uno sfondo grigio cielo, pensieri in bianco e nero e la pioggia che zampillava ad ogni passo. Su di una pozzanghera sprofondò una goccia d' acqua come sempre quando piove, come sempre... senza un perché.

Qualche fotografia

venerdì 28 settembre 2007

Il titolo "Le due bisacce" è già stato preso, mannaggia!

Poco fa riflettevo sulle molteplici categorie che si sono venute a creare negli ultimi anni tra le persone.
Ci si divide per gusti: musicali, cinematografici, artistici, letterari, culinari. Ci si suddivide in chi esce in un certo posto, e chi va solo in altri. Chi beve solo vino, chi fa sport, chi va da Maria De Filippi, chi è intellettuale, chi frequenta il teatro, chi guarda i reality.

Fin qua mi sembra abbastanza normale se non fosse che le categorie nascono anche per altri motivi: per distinguersi, per apparire, per farsi vedere i migliori (a seconda di cosa nella propria mente si è scelto come migliore) per ottenere un' immagine vincente agli occhi del resto della massa che poi verrà snobbata in quanto non appartenente al proprio gruppo di eletti.

Ricordo un aneddoto di una tranquilla mattina a scuola.
Parlavamo con il professore di filosofia e storia, e uscì fuori il discorso degli snob. Non ricordo con esattezza chi avesse preso l' argomento e perché.
Nella scuola che frequentavo io quelli che di solito adorano essere definiti snob erano la maggioranza, credo che fosse stato questo l' argomento che fece nascere il dibattito. Ma dibattito, in fondo, non lo fu mai, in quanto, il professore sorrise e non ci fece parlare molto, anzi, con parecchia noncuranza, ne spiegò la derivazione e tutta la classe fu colta da stupore:

Snob non è altro che l' abbreviazione di "snobilitato".

Cosa aggiungere in merito?!
Se qualcuno pensa di esserlo sappia che io lo appoggio in pieno.
E' immensamente SNOB.


mercoledì 26 settembre 2007

Einstein doveva essere proprio un genio...

Non sono abituata ad arrabbiarmi con chi non c' entra nulla con i miei guai. Parlarne sì, lo faccio spesso. Certe volte esagero a sfogarmi come se solo io avessi dei problemi, certe altre, nonostante i miei guai, provo a dare una mano a chi mi sta a cuore. Poi, però, in una serata disperata in cui non trovo nessuno, scoppio drammaticamente davanti ai miei genitori e qualcosa devo raccontarla, vogliono spiegazioni.
E più non parlo e più chiedono.
Allora inveisco contro di loro e mentre un senso di sconforto mi stritola il cuore, vorrei solo che i sassi avessero le orecchie.
Nel frattempo ho perso una parte di serenità.

Poi nel bel mezzo dei miei pensieri ne avanza uno meno strambo del solito:
Un sasso ha una vita terra terra, qualcuno lo definirebbe sfigato, però, se arriva dritto in faccia fa degli squarci che per cicatrizzarsi ci vuole minimo un trentennio.

"Tutto è relativo" diceva Einstein.

Meme me tocca!

Non che abbia capito in cosa consista di preciso questo meme, ma credo riguardi il racconto di otto storie che ho vissuto, al fine di farmi conoscere meglio al grande pubblico (so' famosa, che c' è posso fa???).

Allora dato che io adoooro fare questi giochi, soprattutto, quando mi vengono attaccati con la scusa che passo il tempo dato che piove, ma nel frattempo ha smesso... ho deciso che, nonostante non sia superstiziosa, ma dato che me ne stanno succedendo tutti i colori, questo meme lo faccio, e poi perché me l' ha passato la cara Prescia che è meteoropatica come me.

Bando alle ciance. (Ma gli altri hanno raccontato storie vere?). Si parte:

1) Non volevo mai andare alla scuola materna, verso i quattro anni, ma andavo controvoglia tutti i giorni, finché non capii che c' era un ottimo motivo per alzarmi e raggiungere la scuola: fregarsi i giocattoli.

2) Verso i sei anni d' età, ero sull' autobus cittadino insieme a mia madre e mia sorella. Mia madre mi aveva raccomandato di non accettare roba da mangiare dagli sconosciuti. Un vecchietto mi s'è avvicinato e mi ha dato delle caramelle. Mia madre era più in là. Presi le caramelle e le mangiai. Glielo raccontai alla mamma e mi chiese se le avessi mangiate, risposi di sì. Sono ancora viva e le caramelle erano buone.

3) Quando ero al liceo il mio prof. d' inglese decise che quel giorno avrebbe interrogato.
Continuava a chiamare: "Pagano, Pagaaano, PAGAAAAANOOOO".
Ma Pagano non rispondeva, io ero seduta, e me la ridevo sotto sotto, con lo sguardo basso.
Lui: "ma ch' è sorda Pagano?"
Alché ho alzato lo sguardo e chiesto: "professore ma ce l' ha con me???"
E lui: "Ah che c' è n' altra Pagano intra a 'sta classe?"
Io: "guardi che non mi chiamo Pagano."

4) Quando è nata mia nipote Giulia non ero a Gela, è nata di mattina, mio fratello mi ha chiamata per dirmelo, e mentre pensavo che volevo già bene a qualcuno che non avevo ancora nemmeno visto, mi sono commossa.

5) Quando sono stata a Milano ero piccola, il tizio che fa le fotografie con i piccioni mi metteva il mais in mano, io non volevo farmi fotografare con i piccioni e continuavo a buttarlo per terra.

6) Un sera di qualche anno fa l' ho trascorsa a parlare con Giovanni, e mi ha detto che ogni persona per stare bene deve avere accanto a sé almeno 16 persone, e che l' impressione che si ha su qualcuno si costruisce nei primi quattro minuti di conversazione e sostanzialmente non cambierà mai.
E' vero. Ne ho avuto la prova.

7) Una volta insieme ad una mia coinquilina decidemmo di andare in una discoteca di cui non trovavamo la locazione. Eravamo a piedi e chiedemmo informazioni ma nessun catanese fu capace di spiegarci dove si trovasse. Tornammo indietro e ce ne fregammo della discoteca.

8) Una bella mattina mi sono svegliata e ho trovato un meme e l' ho scritto.

Poi passai la palla ad Archeoleda, Weltall, hermes, Jack (per lui il gioco parte da sabato, prima si fa l' esame), Baol. (Vogliatemi bene :-P)

martedì 25 settembre 2007

Piove

Piove da ieri notte e non smette. Io sono a casa, divisa tra il computer, il pensiero ai libri, l' odore della pioggia, le foglie ingiallite che immagino agli angoli del marciapiede, mentre fuori da casa mia non ci sono altro che case in blocchi di cemento.

Stamattina dovevo andare a Catania ma non ce l' ho fatta ad alzarmi per andare, il rumore delle gocce mi cullava, e non riuscivo nemmeno ad aprire gli occhi. In giornate come questa l' unica cosa da fare è piazzarsi davanti alla finestra e osservare e ricordare, alienarsi dalla realtà, farsi male.

In "Singing in the rain" Lockwood balla estasiato e contento per essere stato con Ketty Selden, e la pioggia non ha nulla di malinconico, anzi, sembra lo scenario perfetto per una storia felice. Un po' come quando da bambina, alle elementari, con i compagni di classe all' uscita si correva sorridendo, urlando, per arrivare a bagnarsi fuori per primi.

Sarà che per i bambini la vita è come un film, ma la realtà, adesso, è tutt' altra.

Singin in the rain

lunedì 24 settembre 2007

"Peace and love"



I bambini dormano.

Che i sensi si sveglino.
Le labbra si accostino.


E i corpi si spoglino...

In questo momento 2.345.000 persone in Italia stanno facendo l' amore...
... e un solo coglione è davanti al computer.

____________________________________________________________________
(Per l' ultima frase il copyright è della dottoressa archeologa "grandissim-lup-mannar"-Lor---)
(Per la frase "grandissim-lup-mannar- si ringrazia Paolo Villaggio)
(Per Paolo Villaggio si ringrazia Dio)
(Per Dio si ringrazia Dio)
(Per Dio si ringrazia Dio)
(Per Dio si ringrazia Dio)
(Per Dio si ringrazia Dio)
(Per Dio si ringrazia Dio)
(Per Dio si ringrazia Dio)
(Per Dio si ringrazia Dio)
(Per Dio si ringrazia Dio)
(Per Dio si ringrazia Dio)
(Se vi si sono inceppati gli occhi su Dio forse state per morire, vi consiglio di non guardare la luce)

E' tutto.

La settimana scorsa ho letto in un sito (di cui ora mi sfugge il nome), le regole per far sì che il proprio blog sia letto e abbia dei lettori fissi che non vengano delusi.

Allora memore di alcune regole che mi sono rimaste impresse nella mente, cercavo per prima cosa, di capire in quale categoria mettere il mio blog.

E allora mi misi a pensare stabilendo che il mio blog non parla di politica, non parla di televisione, non mi sentirete mai filosofeggiare, mai parlare di gossip (se in futuro entro nel baratro autorizzo blogger a cancellare i miei dati e questo blog), non mi sentirete disquisire di letteratura...

A questo punto mi sono chiesta: ma allora di che ca*** parla il mio ca*** di blog???

E la domanda s' insinuava dentro e mi torturava, finché non ho deciso d' iscrivermi in un sito in cui poter inserire il mio blog e dopo aver effettuato la mia iscrizione, arriva velocissima la domanda da parte del sito stesso: ma allora di che ca*** parla il tuo ca*** di blog???

(Magari la domanda era giusto un tantino più gentile, ma il tono secondo me era uguale).

Sono rimasta un bel po' di minuti a pensarci su ma poi mi sono ricordata la funzione del mio blog, ed è scritta in maniera molto chiara in alto a sinistra nella sidebar.

Il mio è un blog del tempo perso, laddove per tempo perso s' intende il luogo in cui non stai lavorando, non stai studiando, ma stai trascorrendo il tuo tempo "perso" nel cercare di "ritrovarlo".

Ed io il mio tempo lo uso per scrivere, raccontare ciò che mi viene in mente e può riguardare un film, una poesia, il cielo, l' università, i ricordi, la vita, disquisizioni sul mal di piedi.

Se dovessi spiegare a chi non ha letto tutto il mio blog, cosa può trovarvi, direi che qua troverà un blog "autogestito" che non segue palinsesti, e non che i palinsesti non siano utili ma io quando scrivo non riesco a dimenticare ciò che sento

domenica 23 settembre 2007

FIRENZE ( Canzone Triste! ) Monsieur * IVAN GRAZIANI *

Catania Canzone triste tanto quanto Firenze

Da quando ho cominciato la mia avventura universitaria me ne sono successe parecchie vicende ed ogni periodo è legato a canzoni diverse.
Ma c'è una canzone "Firenze canzone triste" che non riguarda un ricordo in particolare o una persona speciale o qualche passeggiata nei corridoi della mia Facoltà, né il giro "classico" al centro di Catania.
Eppure io questa canzone l' associo ai primi anni universitari.
La ascoltavo a casa a Gela eppure mi fa pensare a Catania.
Sarà che parla di ragazzi di Lettere e la mia Facoltà è divisa tra Lettere e Lingue, sarà che di periodi tristi in questi anni ce ne sono stati tanti, ma quando il Signor Graziani canta io vedo l' immagine frontale dell' ex Monastero dei Benedettini (luogo che ospita noi studenti), e mi immagino il "caro Barbarossa studente in filosofia", l' amico "irlandese" che sa il fatto suo, la ragazza "nata da una conchiglia", e vedo il povero Barbarossa che non ha "più nessuno che gli parli ancora un po' di lei".
Allora mi viene un po' di tristezza perché ne ho avute di persone con cui parlare di "qualcuno" fino allo sfinimento, poi sono tutti tornati in Irlanda con la laurea in filosofia più o meno, mentre adesso "io che farò in questa città, fottuta di malinconia... "

sabato 22 settembre 2007

Ne abbiamo abbastanza!

Sono indignata da certe immagini, non le condivido, in giro c' è nudismo esasperato. Basta.
Non si fa altro che vedere donne nude dappertutto, in tv, per le strade, dentro le case, dentro le docce!
Poi cos' è??? Anche gli uomini si sono messi a farsi fotografare nudi??? Lo fanno già da anni???
Dovrebbero vergognarsi!

Guardate la foto sotto: uno spettacolo indecente!
(Mica tanto... )

venerdì 21 settembre 2007

La parabola dei links

E raccontò "La parabola dei links" alla folla e la folla capì o forse finse, ma annuì.
__________________

Allora venne da molto lontano un uomo, era un viandante che si aggirava per le reti, tutti lo guardavano sospettosasamente, tutti, tranne la madre di Maddalena.
Aveva capito che dietro costui si nascondeva un talento.
L' uomo aveva scritto centinaia di posts su qualsiasi argomento riguardasse il mondo delle lucciole e delle lanterne. Nessuno, sembrava capire quanto fosse importante non scambiarle.
Ma la madre di Maddalena, donna dall' animo puro e delicato come Omino Bianco, e che di mestiere faceva la lucciola, sentì che era importante che nessuno la scambiasse per una lanterna.
Allora quel giorno linkò il blog dello straniero.
Passarono i giorni, i mesi, gli anni e lo straniero non ricambiò mai il suo link. Ma lei credeva nelle sue idee e aveva fatto una scelta a suo tempo e l' aveva fatta con cognizione di causa, aveva, infatti deciso che avrebbe messo il link solo a chi veramente lo meritava, e così fu.
Passò altro tempo e linkò altra gente. Finì col linkare tutti quelli che glielo chiedevano.
Nelle ricerche su internet era ai primi posti. E non che le importasse molto, ma già che c' era, simpaticamente ricambiava i links di tutti.
Arrivò dalla montagna il saggio che la sapeva lunga in quanto a link e persone, le disse che l' avrebbe linkata ma non lo fece mai. La madre di Maddalena, donna saggia (anche lei) e casta gli mise il link.
Passarono gli anni vennero le tempeste e caddero i ponti che erano stati costruiti nelle bocche dei poveri anziani in pensione. Ma del link non si vedeva nemmeno il colore. E si ricordò del motivo del primo link: non scambiare lucciole per lanterne.
Fu allora che la donna capì e decise:
  • Quando linkerò qualcuno di mia volontà non mi aspetterò che venga ricambiato.
  • Quando mi chiederanno di essere linkati e mi linkeranno a loro volta io li linkerò perché così anche il mio blog avrà più visibilità.
  • Quando qualcuno mi chiederà qual è il blog più interessante risponderò, sempre, il blog di Beppe Grillo e non mi curerò di tutti gli altri che molto seriamente dicono le stesse cose ma non sono mai stati personaggi televisivi e pertanto non hanno e non avranno mai il suo seguito. Perché così si fa. Perché così fanno tutti. E perché Grillo mi piace.
  • Quando cadrà un meteorite sulla terra darò la colpa a chi non mi ha ricambiato il link.
  • Quando gli avrò dato la colpa gli dedicherò pure un post ma non farò mai il suo nome, meglio non menzionare chi non mi ha linkato.

La morale della parabola è la seguente:

Tutte le lucciole non sono lanterne, tutti i viandanti di solito vanno, tutti i bloggers vogliono un link.

N.B.= se pensavi che la morale fosse linkare solo chi lo merita sbagliavi.

Abbiate sempre fede, speranza e carità* gente e "andate e multiLinkatevi".

* inutile scrivere per chi.

giovedì 20 settembre 2007

Inondarsi all' alba.

Si ritrovò fra le lenzuola, nel suo letto, e sentì freddo. Mentre le lacrime lavavano i suoi occhi e il cuscino da bianco diventava nero di rimmel, mentre nessuno ancora sapeva, lei pensava. Pensava a quel freddo improvviso e agli addii, e fece male vedere quanto è triste salutare per sempre qualcuno, o il giorno, o un pensiero.
Rimase a riflettere con la schiena verso il cielo e il viso sprofondato nel fiume che aveva costruito, cominciava a sentirsi parte di quell' acqua.
Ogni volta che le tornava in mente una parola di conforto data da qualcuno piangeva ancora più forte, e le sentiva scoppiare quelle urla, e far rimbombare la casa con il suono e distruggerla, ma non un soffio di voce realmente usciva da quel corpo, il contegno per lei veniva prima di qualsiasi altro dolore, prima di qualunque sfogo.
Si sedette sul materasso a gambe incrociate e pensò di uscire di casa. Erano le quattro del mattino. Il buio fuori le ricordava il colore del suo cuore. Non aveva null' altro da fare se non camminare e sentirsi l' aria addosso, sentire il calore delle lacrime, e sentire che era ancora viva.
In realtà non uscì, quella notte aspettò di addormentarsi per stanchezza.
Sicura che il giorno dopo sarebbe rimasta a vegetare. Quando si svegliò tutto fu uguale a prima.
Rimase un altro po' a piangere, poi pregò affinché quel pianto potesse almeno essere utile a qualcosa, le sembrava di vivere senza un fine da conseguire e per cui lottare.
Pianse e pregò ancora finché non si svegliò il mattino seguente all' alba, nel suo giardino.
Tra le foglie delle sue rose, su di un petalo rosso piegato su se stesso... si sentì una carezza di Rugiada.


[Solo per dare forma alla mia fantasia]

mercoledì 19 settembre 2007

Il mio diario è rimasto solo?

Avrei da scrivere tante di quelle frasi prettamente da diario da non poterle nemmeno quantificare in numeri semplici.
Poco tempo fa mi sono accorta della sparizione del mio diario cartaceo. Sarà forse sepolto dentro chissà quale borsa o finito in mezzo agli oggetti inutili che io o mia madre, di tanto in tanto, decidiamo di eliminare dalla nostra vista. E chissà, sarà già stato frantumato e fatto poltiglia da quella macchina rotante e munita di lamine che non guarda in faccia nessuno, sì parlo del camion della spazzatura.
Da piccola, osservavo dal mio balcone, ogni sera, la scena in cui i rifiuti venivano depositati nel retro del camion, e quella macchina infernale girava, e girava, e non rimaneva altro che poltiglia di tutti i sacchetti, di tutti gli oggetti, di tutto.
Sarò strana, non so, ma a volte pensavo se là in mezzo ci fossi finita proprio io, e cosa ne sarebbe stato di me. Non mi vedevo mai ridotta in brandelli, mi immaginavo, invece, di arrivare salva, non so, di riuscire in qualche modo ad uscire fuori da quell' ingranaggio malefico, e mi vedevo ferma in una discarica senza sapere cosa farne di me.
Io là, totalmente sola, quello mi preoccupava. E crescendo la visione non è cambiata di molto. Credo di non avere grosse paure ma lapiù totale solitudine per me sarebbe letale.
Credo, infatti, che se invecchierò e per disgrazia non avrò nessuno, metterò il mio corpo debilitato e stanco in uno di quegli ospizi per vecchi, in cui magari non vieni considerato da nessuno, ma puoi sempre vedere gente intorno a te.
Meglio non restare sola con me stessa, chissà che rumorosi e fastidiosi pensieri ne verrebbero fuori...

Oh mio ammor, ardente fiamma del mio corazoncito, donde vas? Y porquè aquì no estàs? Perché? PERCHé? ME LO VUOI DIRE IL PERCHE? GRRRRRRRRRRRR...

Avete presente quando l' altra persona,( sì, proprio quella persona con cui vorreste passare un po' di tempo insieme), sa che voi fareste qualsiasi cosa pur di stare in quell' esatto momento in braccio a lui a cantare "viva el amor per sempre la nostra speranza" (ma anche no... facciamo che ne cantiamo una un po' più... e un po' meno... sì, ne cantiamo un' altra).
E mentre voi state fantasticando sbuca dal nulla tra i vostri pensieri idilliaci, un' intrusa dispettosa di cui non siete nemmeno sicuri se nel mondo c' è il suo corrispettivo in carne ed ossa, e rovina la vostra immaginazione quasi Leopardiana e la trasforma in un incubo di "Nightmare".
E per quanto vi sforziate di non vedere, vedete, vi date colpi in testa (metaforici... tiè che lo faccio sul serio!). Ma niente, nada de nada.
Intanto, in quel del mondo reale vi siete dichiarati spudoratamente e non avete ricevuto risposta né con la bocca né con il cu... ore.
Mettiamo che siete immensamente tentati di dirgliene quattro e mettiamo anche che siete abbastanza intelligenti (forse) da sapere che se reazione non c' è alla vostra "ode d' ammor", non ci sarà nemmeno reazione alla vostra "Elegia di dolor"...
Allora decidete di prendere quella penna d' oca, la carta, e il calamaio che avete preparato con cura e devozione e buttarli nel buio più tetro e nero, anzi, no, grigio.
Il vostro piano è questo: se trova carta, penna e calamaio vuol dire che gli piacete altrimenti "ci arrabbiamo" ma poi ci calmiamo e "tutto va come deve andare o per lo meno così dicono" e così va bene " e se va bene a me buona camicia a tutti" ma forse per nascondermi mi serve più un lenzuolo che una camicia.

Buonanotte, e perdonate questo mio sfrenato Romanticismo, ma è d' obbligo con "un Amore così grande, un amore così" non tanto ricambiato.
Tutte le donne so che da sempre l' hanno sognato. Eppure mio caro, ovunque ti trovi in questo momento, sappi che io non porto rancore, non serbo odio per te se tu non vuoi stare con me.
VOGLIO SOLO CHE MI DICA: guarda che per me tu non esiti, sei solo "chiacchiere e distintivo" anzi, nemmeno il distintivo c' hai "e allo' che campi a fa'?
E poi come In "Via col vento" faceva Melania, vorrei che allungassi il tuo braccio destro in avanti e il sinistro lo mantenessi leggermente più indietro facendoli leggermente tremolare, (proprio come faceva lei), e urlassi "Ashley, Aaasheley" con la voce tremante e mi salutassi per sempre.

Addio, amore crudele, e scusami se continuo ad inquinare il cyberspazio con le mie tonterie. Ma il mio è un animo gentile che aspetta solo una risposta dagli amati occhi del suo ammor... no, meglio dalla sua bocca, ché gli occhi necessitano di ulteriori interpretazioni che ora non sono in grado di dare.

martedì 18 settembre 2007

Piccole donne infreddolite.



Da sinistra a destra potete notare:
Leda: the blonde of group con la sua sciarpetta bianca molto chic.
Io: la rouge con il maglioncino rosapigiamino e giubbotto di pelle stile motociclista senza moto...
Grazia: la mora in versione tutto dark che cerca di mostrarsi tra la rouge e la super- ricciolona che non le dànno spazio.
Lorena: La super- ricciolona dalle mani in tasca nella versione invernale.

Le nostre quattro dive, in Inverno amano uscire per le strade della loro città, sempre alla scoperta di nuovi posti all' ultimo grido da poter visitare, ma non è mai l' ultimo grido, perché all' ultimo se ne susseguono sempre tanti altri.
E per rimanere collegata a questo argomento, adesso vi parlerò dei loro film preferiti: le Nostre hanno gusti abbastanza differenti che vanno dall' Horror seguito dal grido, ai film drammatici, a quelli di avventura.
Ogni giorno sono sempre alle prese con il loro lavoro o studio. Ma non disdegnano mai una commentata tra amiche.
Sempre a fare shopping e truccarsi... potete trovare Barbie direttamente dalla Mattel a casa vostra. Noi abbiamo di meglio da fare.

Ciauz a chi ha perso il suo tempo leggendo, prometto che dal prossimo post sarò più intelligente

o_0

P.S.= La direzione non si prende nessuna responsabilità se ciò che avete letto ha leso i vostri neuroni.
Si dispensa dalle visite.

lunedì 17 settembre 2007

Scuola e diritto di calia*

Stamattina mia madre ha incontrato un gruppo di ragazzi in giro, e le hanno detto che stavano scioperando perché la scuola è infestata dai topi.



Ai tempi miei il primo giorno di scuola si entrava allegramente, si parlava più o meno di ciò che si era fatto durante le vacanze e nient' altro. Dopo qualche giorno si cominciava a manifestare per la fame nel mondo, contro la politica, per i diritti degli studenti, contro questa o quella Riforma. Insomma, per faccende di cui a stento si sapeva il nome. Tutta la scuola prendeva parte. Lo ammetto, non dico che non lo si faceva. Ma non il primo giorno di scuola.

Questi s' inventano l' esistenza dei topi senza aver nemmeno messo piede nell' edificio...

*calia: dalle mie parti si usa per dire "marinare, bigiare, saltare", insomma fingere di andare a scuola e andarsene a vagabondare per le strade della città.

domenica 16 settembre 2007

Omissioni

Lo vedi un pomeriggio e ti fermi a parlare con lui, ed è allegro, spiritoso, forse un po' in allarme e ascolta quel che gli dici attentamente.
Coi suoi occhi fissi verso i tuoi per un attimo la tua testa perde l' equilibro e si sposta per un momento, tanto è forte la potenza con cui ti rimanda i tuoi occhi indietro.
Ascolti le sue parole e ti fa sorridere, poi ridere, ti mette a tuo agio subito e non se ne rende nemmeno conto. Tu, però, sei come un foglio di papiro quasi illegibile e indecifrabile e decodificarti è un' ardua impresa. Ti guardi l' orologio perché non hai voglia di spiattellare quel che hai dentro in questo preciso istante, però, vorresti non andartene. Sei a metà tra fantasia e realtà e non sai come sbrigartela e uscirne fuori. Se ne va lui.

Adesso sei qua e lui non è più accanto a te, non ride, si dispera per fatti suoi e tu non puoi fare niente, nemmeno dirgli: ti voglio bene.

sabato 15 settembre 2007

Sotto a chi tocca!

La mia amica di sempre oggi si è sposata. Vederla là all' altare, così bella e così improvvisamente grande mi ha commossa, mi è successo anche al matrimonio di mio fratello...

Sono una di quelle persone che nei film vengono prese per i fondelli a vita.
Ma io cerco di essere forte e di trattenere le lacrime, però, cavoli se è difficile!

Oggi, per esempio, ero là che ascoltavo Don Lillo e guardavo Valentina, e pensavo a tutte le volte in cui da bimbe ( lei aveva tre anni e io due) veniva da me e mi chiedeva: "ma come ti chiami?" e io la guardavo stupita per l' ennesima volta e le rispondevo ...
La sua bisnonna abitava a pochi passi da casa mia e l' avevo adottata a nonnina, ricordo che andavo sempre a trovarla, e quando Vale c' era giocavamo insieme.
Da bambine finte-cresciute insieme alle altre bambine, passavamo il tempo a sgambettare a ritmo de "La Isla Bonita" di Madonna o "Informer" di Snow, o correvamo per le strade tutte con un pattino soltanto, sì un pattino, non il monopattino, ai tempi non esisteva, perché se c' era qualcuno senza i pattini a rotelle, e non in linea, si andava tutte su un pattino solo per solidarietà.

Nemmeno una foto ho scattato tanto mi sono intontita a pensare, ché poi, pensando pensando si finisce sempre a pensare anche alla propria "fine", e lì sono guai, perché cominci a vedere le statue a forma di punti interrogativi se non ti dài una calmata. Ma io la calmata me l' ero data fin da subito e la mia attenzione era più focalizzata su di lei.
Quindi dicevo, Don Lillo parlava e io la guardavo e là bellissima mi faceva venire da piangere di gioia.

Anche se, per motivi miei, non sono andata al ricevimento, adesso sono in festa per lei.
____________________________________________________________________
Quindi, dato che fin ora sono stata eccessivamente seria, lancio un meme ( si chiama così?):

Le prossime persone a farmi piangere al loro matrimonio saranno ( ormai l' ho deciso):
...
(qualcuno già sta sudando freddo :-D)
...

Niente non lo scrivo (mia commare già lo sa ... ops... una l' ho scritta! :-D)

venerdì 14 settembre 2007

Estate 2004

Poco fa ho letto il commento di Weltall, riguardava il video di "Agosto" dei Perturbazione.
L' avevo già visto tempo fa ed anche allora mi tornò in mente la stessa cosa...

Era la fine della Primavera di tre anni fa, io abitavo a Catania con altre ragazze. Era il secondo anno per me in quella casa, e tutto aveva soddisfatto tranne le mie aspettative, quelle che l' anno prima sembravano le persone più sincere mai incontrate, in fondo non lo erano. Io passavo il mio tempo tra i libri, i ricordi di una storia sfumata, e il balcone...
Il balcone era una via di fuga dal torpore e la tristezza di quei giorni. La casa in cui vivevo era circondata da case piene di studenti e studentesse come me, ognuno con la sua storia.
Ma, ad angolo, quasi di fronte c' erano dei ragazzi con i quali era nato un "consenso" a distanza, ovvero: la mattina ci si affacciava, non si parlava, ma quello era il buongiorno, poi veniva il buon pranzo, e via di seguito, sempre negli stessi orari.
Una sera, a luci spente entrai nella stanza e li vidi mentre facevano degli strani segni con le braccia, appena mi videro si ritrassero per non mostrarsi. Lo trovai insolito.
Uscii sul balcone e trovai un aeroplanino di carta arancione, con una scritta sopra, sorrisi e lo feci vedere alle mie ex coinquiline che mi dissero che non potevano essere stati loro, e poi si chiedevano "perché da cinque anni che abitiamo qua non è mai successo nulla di simile, non è possibile che adesso a te invece sì". Le lasciai parlare. Chiusi le imposte della mia camera e andai a dormire con il sorriso sulle labbra, per una sera, dopo tanto tempo. L' indomani vidi la strada infestata di aeroplanini di carta.
Pochi giorni dopo ci conoscemmo, e fu da me invischiata nella conoscenza anche una ragazza a cui tutto ciò piacque e parecchio. (Le piacque fin troppo). In quel breve lasso di tempo lei divenne il mio doppio inseparabile.
Una delle prime domande che mi chiesero i ragazzi fu riguardo ai "razzi", e mi raccontarono di tutti i vari tentativi prima che almeno uno arrivasse a destinazione. Trascorse il tempo, finirono le amicizie e non si collezionarono più ricordi.

A distanza di tempo mi guardo tutta la scena con la mente e mi viene un sorriso sulle labbra e penso se non sarebbe stato più bello ricordare il buongiorno dato con lo sguardo e il dubbio sull' aereoplano...

giovedì 13 settembre 2007

Pictures in my mind

C' è qualche foglia, un cielo aperto, un braccio, una carezza, un occhio, una voce, un paio di occhiali, un gradino, delle scale, le mie mani, i miei capelli, un gesto, una mano che non è mia.

Fotografie.


C' è un insulto, una parolaccia, poi un' altra ancora e all' improvviso è il silenzio.

Dentro urla.


Vedo gente che ho conosciuto, bocche, risate, gite, canzoni, surclassate da una foglia sbriciolata.


Didattica: Lezione_Tu sai cos' è un serbatoio?

Ho trascorso un intero pomeriggio a lavare serbatoi d' acqua, e non vi racconto quanto è limpida l' acqua che rimane sul fondo e quanto è potabile (ovviamente sono ironica).

Come altre persone che conosco e vivono in altre città, qualcuno di voi si starà chiedendo a cosa servano i serbatoi...

Bene, io non so se quelle persone che me l' hanno chiesto magari ricevono in casa propria acqua a volontà tutti i giorni fornita dall' ente acquedotti che gestisce l' erogazione dell' acqua nella loro città, ma qua a Gela è una tragedia.

Sono giorni ormai che non c' è acqua. E onestamente pensare le case senza i contenitori giganti mi sembra un' utopia.

Se non approfitti riempiendo i serbatoi nei giorni di "grassa" (che amarezza!), ti ritrovi nei giorni di "magra" all' asciutto.

E così, mentre i gravi problemi dell' Occidente sviluppato sembrano essere tutti risolti agli occhi di qualche pazzo, qua cerchiamo di trovare il modo più semplice per spiegarvi il perché dei nostri recipienti d' acqua.

Mi piace, comunque, pensare che coloro i quali non sanno dell' esistenza dei serbatoi d' acqua siano degli emeriti ignoranti in qualsiasi campo, così mi sento di vivere in un luogo un po' più normale.




Non che Gela mi dispiaccia ma c' è davvero tanto da sistemare.

___________________________________________________________________

Aggiornamento delle ore 20:11, esattamente due ore dopo aver scritto sopra la linea demarcatrice:

E' tornata l' acqua. Il mio post ha portato bene.

mercoledì 12 settembre 2007

Perturbazione - Battiti per minuto

Testo "Battiti per minuto" - Perturbazione

E' solo una ragazza che ha bisogno di magia
e sa che il tempo ha fretta di fuggire altrove,ed è obbligata a crescere.
Ma che bisogno c'è?
Lui cerca nei suoi occhi una scintilla vera.
Un fuoricampo capita una volta e poi chissà...
Ma i sogni sono liberi.
E poi che male c'è?
Chissà perchè la gente sull'amore ha una teoria: se tocca qualcun' altro c'è un secondo fine.
E come ti giustifichi se è capitato a te?
Ora hai tutti gli occhi addosso e dimmi come fai?
Tutti insegnano qualcosa e tu che cosa imparerai?
Mani in tasca e una domanda: "Se l'amore è un gioco quali regole ti dài?"
Ora hai tutti gli occhi addosso e dimmi come fai?
Tutti insegnano qualcosa e tu che cosa imparerai?
Mani in tasca e una domanda: Se l'amore è un gioco
Se l'amore è un gioco
Se l'amore è un gioco quali regole ti dài?

[Se non visualizzate il video questo è il link per ascoltarlo
direttamente su youtube----> http://it.youtube.com/watch?v=RiPw0zL7cv8]

lunedì 10 settembre 2007

American Beauty

Ieri notte ero sdraiata nel mio letto con la televisione accesa su Rete 4, ed ho visto per la seconda volta American Beauty.
Il film risulta vietato ai minori di 14 anni, perché tratta l' adulterio, problemi adolescenziali, sesso, omosessualità.
Credo che la fine del film non dovrebbe perderla nessuno, né minori, né maggiori.
Io sono una pessimista cosmica, però, di tanto in tanto, un finale così mi piace vederlo...

per vedere il finale andate qui: American Beauty

domenica 9 settembre 2007

E che te lo scrivo a fare???

Girando per il web ho visto delle immagini che mi hanno fatto capire alcune cose:

1) Non sono l' unica ad aver bisogno di una tirata d' orecchie...


2) Non sono l' unica ad aver bisogno di una lavata di capo con profonda immersione dei pensieri nell' oblò... ehm... oblìo...

Infine un momento "catartico" m' ha dato l' impulso a rimanere in lavatrice fino a nuovo ordine...

3) ...

sabato 8 settembre 2007

Tutta colpa mia: dovevo imparare!

Dopo lo spettacolo di Simone Cristicchi in Piazza San Francesco, abbiamo fatto, ieri sera il solito giretto ai muretti di Macchitella.
Un idiota mi ha guardata mentre scherzavo, a cervello in pausa e mi fa "tu lo sai chi è questo?" mostrandomi l' immagine di Volta sulle 10.000 lire che aveva sul suo telefono... rispondo e si zittisce, per un secondo, giusto il tempo di trovare un' altra vaccata per rompere le scatole...
" Siete inDelliGGenDi come ragazze". Da premettere che prima che si avvicinasse, l' avevamo già visto e per com' era vestito e pettinato a noi era sembrato tutt' altro genere di persona.
Come dire: come ragazze siamo intelligenti certo... come mongolfiere lo siamo un po' meno, poi non vi sto a raccontare come attaccapanni che mostri di cultura possiamo essere!
Il piccolo uomo convinto di essere l' inventore del "flusso canalizzatore" mentre noi eravamo a scherzare per conto nostro, ogni tanto s' intrometteva dicendo: " Oh ma che state diceeeendo?? "
Dico, ma a te che te ne frega?!
Poi ci fa sapere che la più intelligente tra me, Lory e Leda è Lory, ma sempre "come ragazza"...
Poi mi guarda e mi fa: " lo sai tu assomigli a Melissa P."
E fu così che mi frantumò i benemeriti "Fratelli Bandiera" (nonna copyright).
Mentre stavo rincollando i cocci dei miei benemeriti, per l' appunto... mi si rifrantumano, grazie ad una presenza intollerabile ai miei occhi.
Tornata a casa accade un episodio virtualmente possibile e naturalmente inspiegabile.
Poi stamattina appena riaperti i miei occhietti accendo il computer e provo a capire qualcosa dell' inspiegabile episodio ma niente da fare.
Poi ripenso all' insieme di tutti i fatti assurdi che circondano la mia vita e vedo... e capisco... e mi illumino il cervello:

" Ma come è bella l' uva Fogarina ma com' è bello saperla vendemmiar"...

Sì, insomma, è proprio bello saperla vendemmiar, peccato che non l' ho mai vendemmiata.

E' tutta colpa mia: dovevo imparare.

mercoledì 5 settembre 2007

Dedicato a chi è cieco e non può leggermi: qua non ti perdi niente.

E' vero quando vanno di moda i capelli corti io li porto lunghi...
quando tutte li hanno lisci i miei sono mossi...
se la tendenza dice biondo me li tingo di rosso...
se dopo averli tinti, almeno tre persone mi dicono di voler seguire il mio esempio torno mora...


La moda della stagione 2007/08 dice che bisogna portarli naturali, cioé devono seguire le linee del capello, e basta con la piastra.
Io li ho tagliati, e vi dirò di più: mi fo' pure la piastra ai capelli e mi giro le punte verso l' alto...


"Dio mio quanto sei Zeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeus!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!" (direbbe Castiglia)
" Ma non è colpa mia è che mi disegnano così"

(risponderebbe Jessica)






[L' immagine l' ho presa qui--->> www.zbrushcentral.com/zbc/showthread.php?t=12634

martedì 4 settembre 2007

Una vita poco chiara

Non era la prima volta che Chiara si trovava a passeggiare da quelle parti, oramai conosceva i visi, le abitudini delle persone, e le voci.
Da un po', però, si era stancata. Era stanca della solitudine, delle amicizie lontane, della vecchia e spensierata vita da adolescente.
Chiara aveva sempre sognato per sé una vita da superstar da fiaba Disneyana, con tanto di parole dolci e teneri sorrisi, ma da un po' di tempo sentiva tutto quel mondo come finto, lontano ed eccessivamente inventato.
Sarà che dell' amore aveva conosciuto solo una piccola parte, sarà che del mondo fuori da casa sua conosceva ormai solo lo squallore, ma un giorno decise che se fino a quel momento nessuno era stato capace di vederla in maniera chiara (come pure il suo nome suggeriva), lei si sarebbe comportata torbidamente.
Quella notte davanti ad uno specchio Chiara si rese conto che sarebbe diventata lo specchio delle schifezze altrui.
Una sera uscì da sola, e s' infilò in una discoteca. Chiara era particolarmente affascinante, e due meravigliosi occhi azzurri spiccavano sul suo viso ambrato, portava i capelli lunghi, e quando la luce la sfiorava sembrava che fosse lei ad illuminare la stanza, spettacolare per com' era...
Si fermò al bancone del bar, poco più in là un gruppo di ragazzi stava suonando e lo sguardo di Chiara si fermò sul bassista. Lo guardò per un attimo poi si girò verso una voce che le sussurrava in un orecchio di andare da qualche altra parte, in un posto un po' più silenzioso, per parlare. Chiara rimase per un momento basita, nel frattempo i musicisti erano in pausa, qualcosa dentro di lei le suggeriva di non andare, e stava per alzarsi quando si accorse che il suo ex ragazzo era poco più in là e parlava con il bassista di prima, i due si cingevano le braccia e ridevano e si piegavano parlando verso una ragazza girata di spalle, commentavano il suo "posteriore" e sonoramente ridevano.
Chiara si ricordò della promessa che aveva fatto a se stessa, che si sarebbe comportata così come il mondo richiedeva: sarebbe diventata un emerito porco con i capelli biondi e lunghi, il seno ed i fianchi rotondi, sì lei voleva essere un porco donna. Una troia??? Una scrofa?! Sì, insomma un porco donna.
Quella sera andò con lo sconosciuto che voleva parlarle in un posto più tranquillo, non dissero una parola. Nemmeno per un momento. Lei si chiedeva mentre stavano insieme come si potesse rimanere in silenzio e stare al contempo con qualcuno. Ma dopo un po' se ne fece una ragione e decise che avrebbe provato gusto nel farlo, proprio come lui.
Tornò a casa che dentro sentiva mille vuoti. Erano le cinque del mattino e non si sentiva più l' anima. Proprio mentre l' alba sorgeva lei sentiva tramontare una larga parte di sé.
L' indomani fu un domani normale. Normale per tutti un po' men per lei. Si sentiva diversa e non le piaceva, il tizio con cui era stata le aveva lasciato il numero di telefono "qualora avesse voluto provare altre eccitanti emozioni". Lo chiamò. Lei voleva solo capire e voleva dirglielo, ma lui esordì con "ti è piaciuto, vero, stanotte?!". Chiara capì.
Continuò così con lui per un mese, in quel lasso di tempo continuò a specchiare tutte le sue azioni. Poi un giorno sotto la pioggia camminò, a lungo camminò, sempre più sola con se stessa e nessuno con cui poter parlare, chiuse il suo ombrello, le sue lacrime diventarono pioggia bruciante sul suo viso, davanti a lei era ormai tanta nebbia, sentiva solo i rumori, e avanzava tra le ombre, poi un rumore si fece assordante e così vicino da imbattersi su di lei. Era un autobus per la stazione. E la trascinò con sé.


[Questa storia è inventata di sana pianta]

Il pacchetto delle sigarette Camel

Voi avete visto l' ometto???

Io non l' avevo ancora notato, finché qualcuno non mi ha aperto gli occhi...



Se siete curiosi di scoprire la storia ( o presunta storia), visitate questo sito:

http://www.leggendemetropolitane.net/leggende.asp?id=123

Il doppio moroso o il moroso d' oppio?

Bene, ho notato che il post precedente è stato di una bestialità disarmante, quindi vorrei parlare adesso di morosi assenti, presenti o dormienti.

Tutti hanno più o meno un interesse del sesso opposto o del proprio sesso, qualcuno di voi sta insieme alla persona a cui è interessato/a, qualcun' altro no.

Io rientro nella seconda categoria...

E allora dato che sto da sola (single, se preferite...), capita, a volte, di fermarmi a riflettere sul passato, e di pensare "liberamente", come da mio diritto, a vicende vecchie, persone che ne hanno fatto parte, e sentimenti che hanno contraddistinto quei periodi.

Poi ti rendi conto che non te ne frega più niente, e nel frattempo pensi ad altro... altro che vorresti... e così nasce un post come quello precedente.

Solo questo.

E per rispondere al titolo "doppio moroso o moroso d' oppio", dico che quello "d' oppio" per ora è l' unico che posso permettermi, ma preferisco stare sveglia...

lunedì 3 settembre 2007

Che canzone romantica: quasi quasi piangerei... se avessi le lacrime agli occhi :-|

Non ti voglio fermare dice la canzoncina di Mauro Di Maggio...

E va bene, la canzone mi piace, e va bene, bisognerebbe piangere davanti ad una storia straziante in cui lei se ne va e lui la lascia andare o comunque la lascia decidere di andarsene o meno.
Io lo capisco che voi persone dal cuor gentile piangereste, lo so. Ma supponiamo per un attimo che io sia un freddo, "macchinoso" robot, e che... nonostante tutto a sentire questa canzone mi vengono in mente due persone diverse. E nonostante tutto non mi viene lo stesso da piangere.
Va bene, lo scrivo, ad una delle due persone regalerei un ' biglietto per "Bonji" ' (un giorno questa la racconto). All' altra persona regalerei un biglietto, per dove vuole, insieme a me.
Bene. Va male. Oh Dio mio, ma come faccio a dire a lui che... cioè io vorrei che lui fosse... sì ma poi se... e io come glielo spiego che...

Tutta colpa di questa canzone, io non piango, ecco. Oggi sono contenta.

Servono biglietti per Bonji???

sabato 1 settembre 2007

Domande infantili e ricordi d' infanzia

Stavo per scrivere di tramonti e i pensieri mi hanno fatto ricordare di una canzone in cui se ne parla, e che mi ha riportata alla mia infanzia, ad un giorno in particolare.
Mia sorella mi portava con sé al catechismo, e uscendo dalla Chiesa facevamo sempre una passeggiata sul corso, prima di rincasare.
Una domenica mattina, vidi un ragazzo con i capelli completamente bianchi, la pelle chiarissima, e teneva sul naso un paio di occhiali da sole scuri.
Chiesi qualcosa a mia sorella su di lui, lei mi spiegò che era affetto da Albinismo, e mi raccontò tutto quello che questa patologia comporta, dal problema della pelle a quello degli occhi...
Pensavo a lui, di ritorno a casa, ricordo solo che ero triste.
In camera la radio era accesa con Luca Carboni in sottofondo, mia madre parlava non so di cosa a me e a mia sorella, io ricorderò sempre alcune canzoni:

Primavera

Mi emoziono sentendo passare di nuovo i motorini truccati,
le autoradio veloci e il profumo dei tigli
mischiato ad un altro
più stranomi fa ricordare
che da bambino sognavo di fare il benzinaio
Di colpo oggi come allora
la stessa fatica
a stare in casa e annusando l’aria di nuovo
con la stessa smania di allora
con la stessa voglia di andare scappare
dove non sono stato mai
... Primave-ee-ra, primave-ee-eraprimave-ee-ra, primave-ee-era
E' primaverae
mi prende un bisogno di leggerezza e di pesanti passioni e un sentimento indefinibile
al tramonto dalla finestra guardo il mondo e mi viene voglia di tuffarmi lì dentro...
e mi viene voglia di non lasciarlo mai
E' primavera e torna come allora
una voce che dice
"Lascia ad altri, i progetti troppo lunghi
arricchisci il tuo tempo e non cercare più del pane quotidiano
lasciati andare alla vita e non disperarti mai"
... Primave-ee-ra, primave-ee-eraprimave-ee-era, primave-ee-ra

------------------------------------------
Persone silenziose

Di persone silenziose ce ne sono
eccome sono timide presenze nascoste tra la gente
Ma il silenzio fa rumore
e gli occhi hanno un amplificatore

quegli occhi ormai da sempre
abituati ad ascoltare
Persone che non san parlare
che mettono in ordine i pensieri
persone piene di paura
che qualcuno possa sapere i loro piccoli e grandi
contraddittori pensieri
E all’improvviso scappi via
senza salutare i tuoi occhi scendono le scale
non so cosa vanno a fare
se a commuoversi o a sognare
ad arrabbiarsi o a meditare
ma nell’anima si sa c’è sempre molto da fare
Persone che non san parlare che mettono in ordine i pensieri
persone piene di paura
che qualcuno voglia giocare coi loro piccoli e grandi contraddittori pensieri
All’improvviso scappi viasenza salutare...
vorrei essere un angeloper poterti accompagnare
--------------------------------------------------

Quante verità

Ormai non credi più non credi che ci sia
un uomo diverso
indifferente ai soldi
agli onori e alla carriera
dal mondo della tua bottega...
un sognatore, un bimbo
un uomo attento ad altre voci
con altri desideri
altre regole, altri sogni... un uomo diverso
con altri desideri
altre regole, altri sogni
un cercatore, un cuore
altre regole, altri sogni
quante piccole realtà
gratuitamente dà
silenziosamente... ama... mai...
sui giornali
Gesti che non hanno... mai...
mai pubblicità
ma che accadono si
Sogni e miracoli
io li ho visti
che si realizzano...
sognatori, bimbi
cuori attenti ad altre voci
con altri desideri altre regole, altri sogni... degli uomini diversi

con altri desideri
altre regole, altri sogni
cercatori, cuori
altre regole, altri sogni.
---------------------------------

Quella mattina piansi sulle note di queste canzoni pensando ad uno sconosciuto.